Antologia

critica

2019

Hanno parlato di Anna Napoli, Dott.ssa Daniela Pronesti', Pro. Lorenzo Poggi, Andrea Pignataro

2019 Dott.ssa Daniela Pronesti', critica d'arte e Direttore della Rivista "Toscana Cultura"

Mostra alla Fornace Pasquinucci "Forme e Colori"

 

Esiste una “grammatica” della fantasia, come sosteneva Gianni Rodari. Un insieme di valori e criteri combinando i quali è possibi- le cimentarsi in qualunque invenzione fantastica. L’immaginario pittorico di Anna Napoli − protagonista della perso- nale Tra colori e forme dal 6 al 13 lu- glio alla Fornace Pasquinucci di Capraia al Limite − offre un esempio abbastanza emblematico di cosa voglia dire per un artista mettere a frutto le proprie ca- pacità inventive trovando il giusto com- promesso tra libertà e regola. Se è vero, infatti, che la fantasia ha il potere di creare un “mondo nuovo”, è altrettanto vero che questo mondo non nasce dal nulla ma affiora dal sovvertimento delle regole del “già conosciuto”. Una rivoluzione mai fine a se stessa ma rivolta al- la costruzione di nuovi significati. Così, ad esempio, nell’opera di Anna Napoli niente è come dovrebbe essere secondo la logica corrente: le città si piega- no come alberi battuti dal vento, oggetti

e figure galleggiano nello spazio come pianeti in assenza di gravità, gli anima- li crescono a dismisura, i cipressi diventano case, i volti maschere, i frutti cappelli da indossare. Il consueto ordine delle cose viene perciò rovesciato, l’aspetto modificato, la funzione invertita. Tutto appare come sotto l’effetto di un incantesimo, un sogno lucido da osservare ad occhi aperti. E più si osserva, più si va incontro alla difficoltà di decifrare queste crittografie dipinte. E’ questo, infatti, il principale paradosso del fantastico: più ti sforzi di capire, meno riesci ad afferrare il significato. In effetti, l’unico modo per entrare in questi mondi visionari è abbandonare ogni conformismo interpretativo. Mettere a tacere la voce del pensiero razionale e come bambini tornare a credere nell’impossibile e nell’assurdo. In altre parole, ritrovare il gusto di provare meraviglia di fronte a ciò che scardina le nostre convinzioni. Un atto dovuto anche da par- te dell’artista che in questi universi ha

condensato sogni, ricordi, emozioni, in un fluire libero e incondizionato anche sei mai affidato al caso. Al contrario, nei suoi dipinti si ha l’impressione che ogni cosa sia esattamente dove deve essere per suscitare nell’osservatore un senso di disorientamento e al contempo una sottile fascinazione. E proprio il sottrar- si di queste rappresentazioni ai criteri della logica lascia campo libero all’interpretazione. La forza di questi dipinti è fungere da specchio delle nostre sensazioni “adulte”, che hanno il sapore di cose amate e perdute nella realtà o nel sogno, così come delle memorie legate all’infanzia, quando le fiabe “accendevano” l’immaginazione. Le contraddizioni del vivere traslate in chiave onirico - fantastica e insieme il fascino del racconto fanciullesco: questi i cardini di una pittura densa di riferimenti colti − da Chagall a Luzzati passando attraverso la scuola toscana del realismo fantastico − eppure piena d’incanto proprio come una favola.

2019 Prof. Lorenzo Poggi , docente di filosofia e critico d'arte

Mostra alla Fornace Pasquinucci "Forme e Colori"

Le opere di Anna Napoli hanno un fascino e un particolare carattere di coinvolgimento. Attingono alla radice profonda della nostra mente, alla dimensione dell’irrazionale, del sogno che abitano in noi e condizionano la nostra vita.

Il gioco, il sogno hanno una dimensione di follia che l'artista esprime in figure dai colori intensi, definite precisamente dal disegno e collocate in uno spazio che non ha la profondità della visione prospettica razionale.

Il segno, netto e preciso, individua e assolutizza ogni oggetto costruisce un'immagine assoluta che lo ferma nel tempo e gli conferisce un valore esemplare metafisico.

Segni e figure che hanno nel gioco, nell'amore, nel sogno la loro origine e che l'artista presenta in una sorta di immaginazione che si addice all’infanzia.
Alla stagione dell'esistenza che precede l'età della ragione e che mantiene un peso predominante nel condizionare il senso e il valore emotivo della nostra esistenza.

Importanti e ricorrenti i simboli dell'amore, della luce, dell’unione (il gallo, la colomba, i fiori, la mela bicolore).

Anna Napoli ci invita ad un viaggio nella dimensione dell'emozione a ciò che da senso alla nostra vita a ciò che i simboli richiamano ma che spesso rimane in ombra nel mondo contemporaneo.

2019 Andrea Pignataro, critico d'arte

Mostra alla Fornace Pasquinucci "Forme e Colori"

Anna Napoli ha presentato, in questa mostra alla Ex Fornace Pasquinucci di Capraia, un'opera densa di richiami e suggestioni. 
Legata in modo determinante all'ambiente della sua terra d'origine, la Sicilia e all'ambiente medi-terraneo, ne riecheggia spesso storie, aspetti, colori. 
I dipinti ad olio su tela e tavola di legno che Anna Napoli presenta in questa serie di opere, ultimi lavori dal 2015 ad oggi, seguono precedenti intense serie di opere, prodotte nel tempo, nelle quali da` ampio risalto appunto alle atmosfere mediterranee, volge sovente il suo sguardo alla “sua” gen-te, la gente dei Monti Nebrodi; nei dipinti se ne comprendere la vita, l'ambiente, i “rumori” riecheg-gianti lo svolgersi delle giornate, il riposo dalle fatiche di una terra che tanto chiede e, poi, il gioco-so rincorrersi della figure, dei personaggi e del paesaggio. 
Oggi se ne coglie tutta l'esperienza positiva, che si riversa in questa mostra, cosi` ricca e dialo-gante con l'osservatore. 

Parla spesso di se´, nelle sue storie, della sua vita, di esperienze dirette o sognate. 
Nel lavoro dedicato al Cantico dei Cantici si coglie, nella magi`a della rappresentazione un appro-do spirituale e, attraverso le storie del Santo con gli animali, la dichiarazione di un rapporto gentile e sensibile con la natura tutta. 
Realismo fantastico e onirico? Si potrebbe definire cosi` il lavoro dell'artista, e denso di simboli. 
La costruzione della scena, talvolta apparentemente caotica, in una stesura illustrativa e quasi pri-va di una tradizionale costruzione prospettica e` lasciata, con maestria, ad una profondita` e diffe-renza di piani definiti dal colore, dai toni, dalla posizione dei soggetti. 
Una composizione che cresce, come racconta l'artista, in un sovrapporsi continuo di visioni oni-riche. Sogni che si manifestano e vanno, come per incanto a definire nuovi elementi di una storia indefinita, che appare chiusa, talvolta, solo dall'approssimarsi dei confini della tela. 
Uno stile pittorico il suo, che si potrebbe, in alcuni tratti, collegare a suoi grandi conterranei prota-gonisti dell'arte italiana dagli anni '50 in poi, o riferire a esperienze di movimenti e artisti del '900. 
La nostra artista ama comunque ricordarsi autodidatta, seppur conoscitrice dell'arte e della sua storia. 
A mio parere tutto quello che puo` aver saputo attingere e riversare, anche attraverso l'inconscio, nel suo lavoro contribuisce comunque a dare ulteriore valore alla sua opera, originale e personale. 
Anna Napoli ci offre questa bella visione del mondo, illustrato attraverso un'ammaginario ricco e colorato, storie e sensazioni che ce lo fanno amare ancora di piu`.

 

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