Antologia

critica

Hanno parlato di Anna Napoli, Dott. Gaetano Lenti, Dott.ssa Daniela Pronesti', Dott Federico Napoli, Prof.ssa Maria Teresa Prestigiacomo, Prof. Silvano Salvadori...........Andrea Pignataro

Hanno parlato di Anna Napoli: TESTI SUDDIVISI PER ANNI

RECENSIONI 2019

 

2019 Dott.ssa Daniela Pronesti', critica d'arte e Direttore della Rivista "Toscana Cultura"

Mostra alla Fornace Pasquinucci "Forme e Colori"

 

Esiste una “grammatica” della fantasia, come sosteneva Gianni Rodari. Un insieme di valori e criteri combinando i quali è possibile cimentarsi in qualunque invenzione fantastica. L’immaginario pittorico di Anna Napoli − protagonista della personale Tra colori e forme dal 6 al 13 luglio alla Fornace Pasquinucci di Capraia al Limite − offre un esempio abbastanza emblematico di cosa voglia dire per un artista mettere a frutto le proprie capacità inventive trovando il giusto com- promesso tra libertà e regola. Se è vero, infatti, che la fantasia ha il potere di creare un “mondo nuovo”, è altrettanto vero che questo mondo non nasce dal nulla ma affiora dal sovvertimento delle regole del “già conosciuto”. Una rivoluzione mai fine a se stessa ma rivolta al- la costruzione di nuovi significati. Così, ad esempio, nell’opera di Anna Napoli niente è come dovrebbe essere secondo la logica corrente: le città si piega- no come alberi battuti dal vento, oggetti

e figure galleggiano nello spazio come pianeti in assenza di gravità, gli anima- li crescono a dismisura, i cipressi diventano case, i volti maschere, i frutti cappelli da indossare. Il consueto ordine delle cose viene perciò rovesciato, l’aspetto modificato, la funzione invertita. Tutto appare come sotto l’effetto di un incantesimo, un sogno lucido da osservare ad occhi aperti. E più si osserva, più si va incontro alla difficoltà di decifrare queste crittografie dipinte. E’ questo, infatti, il principale paradosso del fantastico: più ti sforzi di capire, meno riesci ad afferrare il significato. In effetti, l’unico modo per entrare in questi mondi visionari è abbandonare ogni conformismo interpretativo. Mettere a tacere la voce del pensiero razionale e come bambini tornare a credere nell’impossibile e nell’assurdo. In altre parole, ritrovare il gusto di provare meraviglia di fronte a ciò che scardina le nostre convinzioni. Un atto dovuto anche da par- te dell’artista che in questi universi ha

condensato sogni, ricordi, emozioni, in un fluire libero e incondizionato anche sei mai affidato al caso. Al contrario, nei suoi dipinti si ha l’impressione che ogni cosa sia esattamente dove deve essere per suscitare nell’osservatore un senso di disorientamento e al contempo una sottile fascinazione. E proprio il sottrar- si di queste rappresentazioni ai criteri della logica lascia campo libero all’interpretazione. La forza di questi dipinti è fungere da specchio delle nostre sensazioni “adulte”, che hanno il sapore di cose amate e perdute nella realtà o nel sogno, così come delle memorie legate all’infanzia, quando le fiabe “accendevano” l’immaginazione. Le contraddizioni del vivere traslate in chiave onirico - fantastica e insieme il fascino del racconto fanciullesco: questi i cardini di una pittura densa di riferimenti colti − da Chagall a Luzzati passando attraverso la scuola toscana del realismo fantastico − eppure piena d’incanto proprio come una favola.

2019 Prof. Lorenzo Poggi , docente di filosofia e critico d'arte

Mostra alla Fornace Pasquinucci "Forme e Colori"

Le opere di Anna Napoli hanno un fascino e un particolare carattere di coinvolgimento. Attingono alla radice profonda della nostra mente, alla dimensione dell’irrazionale, del sogno che abitano in noi e condizionano la nostra vita.

Il gioco, il sogno hanno una dimensione di follia che l'artista esprime in figure dai colori intensi, definite precisamente dal disegno e collocate in uno spazio che non ha la profondità della visione prospettica razionale.

Il segno, netto e preciso, individua e assolutizza ogni oggetto costruisce un'immagine assoluta che lo ferma nel tempo e gli conferisce un valore esemplare metafisico.

Segni e figure che hanno nel gioco, nell'amore, nel sogno la loro origine e che l'artista presenta in una sorta di immaginazione che si addice all’infanzia.
Alla stagione dell'esistenza che precede l'età della ragione e che mantiene un peso predominante nel condizionare il senso e il valore emotivo della nostra esistenza.

Importanti e ricorrenti i simboli dell'amore, della luce, dell’unione (il gallo, la colomba, i fiori, la mela bicolore).

Anna Napoli ci invita ad un viaggio nella dimensione dell'emozione a ciò che da senso alla nostra vita a ciò che i simboli richiamano ma che spesso rimane in ombra nel mondo contemporaneo.

2019 Andrea Pignataro, critico d'arte

Mostra alla Fornace Pasquinucci "Forme e Colori"

Anna Napoli ha presentato, in questa mostra alla Ex Fornace Pasquinucci di Capraia, un'opera densa di richiami e suggestioni. 
Legata in modo determinante all'ambiente della sua terra d'origine, la Sicilia e all'ambiente mediterraneo, ne riecheggia spesso storie, aspetti, colori. 
I dipinti ad olio su tela e tavola di legno che Anna Napoli presenta in questa serie di opere, ultimi lavori dal 2015 ad oggi, seguono precedenti intense serie di opere, prodotte nel tempo, nelle quali da` ampio risalto appunto alle atmosfere mediterranee, volge sovente il suo sguardo alla “sua” gente, la gente dei Monti Nebrodi; nei dipinti se ne comprendere la vita, l'ambiente, i “rumori” riecheggianti lo svolgersi delle giornate, il riposo dalle fatiche di una terra che tanto chiede e, poi, il gioco-so rincorrersi della figure, dei personaggi e del paesaggio. 
Oggi se ne coglie tutta l'esperienza positiva, che si riversa in questa mostra, cosi` ricca e dialogante con l'osservatore. 

Parla spesso di se´, nelle sue storie, della sua vita, di esperienze dirette o sognate. 
Nel lavoro dedicato al Cantico dei Cantici si coglie, nella magia della rappresentazione un approdo spirituale e, attraverso le storie del Santo con gli animali, la dichiarazione di un rapporto gentile e sensibile con la natura tutta. 
Realismo fantastico e onirico? Si potrebbe definire cosi` il lavoro dell'artista, e denso di simboli. 
La costruzione della scena, talvolta apparentemente caotica, in una stesura illustrativa e quasi pri-va di una tradizionale costruzione prospettica e` lasciata, con maestria, ad una profondita` e differenza di piani definiti dal colore, dai toni, dalla posizione dei soggetti. 
Una composizione che cresce, come racconta l'artista, in un sovrapporsi continuo di visioni oniriche. Sogni che si manifestano e vanno, come per incanto a definire nuovi elementi di una storia indefinita, che appare chiusa, talvolta, solo dall'approssimarsi dei confini della tela. 
Uno stile pittorico il suo, che si potrebbe, in alcuni tratti, collegare a suoi grandi conterranei protagonisti dell'arte italiana dagli anni '50 in poi, o riferire a esperienze di movimenti e artisti del '900. 
La nostra artista ama comunque ricordarsi autodidatta, seppur conoscitrice dell'arte e della sua storia. 
A mio parere tutto quello che puo` aver saputo attingere e riversare, anche attraverso l'inconscio, nel suo lavoro contribuisce comunque a dare ulteriore valore alla sua opera, originale e personale. 
Anna Napoli ci offre questa bella visione del mondo, illustrato attraverso un'Immaginario ricco e colorato, storie e sensazioni che ce lo fanno amare ancora di più`.

RECENSIONI 2018

 

2018 Federico Napoli, Storico dell'arte

Il Cantico dei Cantici e Soggetti Vari, Mostra Personale, "Dedicato al colore dei sogni"

 

Figure intere, volti come maschere, occhi spalancati, bocche chiuse: il mondo pittorico di Anna Napoli si concretizza in un linguaggio espressivo personale, palesemente complesso, costruito per mezzo del colore. 

E’ una pittura composta, in quanto costituita da elementi provenienti da situazioni sociali e affettive diverse oltreché trascorse nel tempo, dove l’unità del quadro è data dal particolare uso del colore: tonalità sempre brillanti, ma elaborate con ombre e trasparenze accostate fra loro, in modo da costruire l’immagine sintetica, per altro successivamente frammentata in campiture geometriche. Da questa varietà di origini, riferimenti e implicazioni scaturisce uno stile pittorico che effettua una vera trasformazione visionaria del mondo circostante e dei ricordi, per di più ricco di elementi simbolici: il ricorrente cipresso, l’aggressivo gallo, il costante uccello bianco; il rosso vissuto come passione, il giallo forse sentito come segno di pacatezza. Tutte le connessioni sono possibili, dilatandosi il soggetto sulla superficie pittorica e Tutte le emozioni producono conoscenza, avrebbe aggiunto + Aristotele. 

Ma queste finestre - i quadri, appunto - aperte su di una realtà reinterpretata e filtrata attraverso la sensibilità dell’autrice, sono in effetti un modo di guardare al bagaglio dei ricordi personali, delle radici legate alla nascita e a quelle della nuova realtà abitativa attuale: si congiungono, così, il caldo cromatismo siciliano e la terrosità toscana, l’estroversione propria delle passioni e la riservata compostezza comunicativa. In tal senso, si raffronti il quadro Partenza (2013) con il resto delle opere esposte realizzate negli ultimi quattro anni, quadro volutamente incluso in questa esposizione presso il Circolo Arti Figurative del Palazzo Ghibellino di Empoli. 

Dunque, questa è una mostra fatta di intime personali relazioni, dove la festosità delle composizioni, spesso gruppi di figure, si dipana secondo una cadenzata narrazione: è il caso delle opere provenienti dalla serie “Il Cantico dei Cantici”, gruppo di olii su tela o legno datati 2015-2018, dove palpita ancora una duplice interpretazione, se non fra sacro e profano o fra natura e spirito, certo tra esposizione favolistica e allegorico lirismo cromatico: ad esempio, il passo Il mio diletto è sceso al suo giardino / fra le aiuole del balsamo / a pascersi nei giardini, a cogliere gigli / io sono del mio diletto ed egli è mio / lui che si pasce tra i gigli (Il Cantico dei Cantici, 6,2-3) trova rispondenza nel significativo quadro della pittrice siciliana Il mio amato è mio e io sono sua (2017). 

In parziale conclusione: questa di Anna Napoli è una pittura composita, che trova una sua precisa cadenza narrativa, solo in tal senso popolare, con riferimenti astrattivi e fantastici, dove il disegno è la traccia sicura della composizione, ma quest’ultima ha una sua sinteticità di impostazione illustrativa e grafica, espressione di un sogno visionario.

2018 Prof Silvano Salvadori, Presidente Circolo Arti figurative, Empoli 

Il Cantico dei cantici e Soggetti Vari, Mostra Personale "Dedicato al colore dei sogni"

 

E’ con piacere che ospitiamo questa mostra della socia Anna Napoli, una pittrice che dalla complessa conoscenza del mondo imprenditoriale, che le è propria, sa ritirarsi in una ritrovata magia dell’infanzia dove delinea sicure reminiscenze di favole, con re, regine, pagliacci, quasi jolly di carte da gioco per una partita con la memoria. Favole che però abitano quei luoghi dove un genius loci ancora è tarlo nell’anima di chi li ha conosciuti e vissuti. 

Ho cercato allora Castel di Lucio, suo paese natale, in quella zona dei Nebrodi che conserva semi che hanno antiche virtù, come quell’abies nebrodensis che studiai per il progetto dell’Arboreto dotato di un accrescimento assai veloce, da noi poco sfruttato, ma usato dai canadesi. Così anche quei semi emigrano altrove, dalla terra di Sicilia, come Anna, verso terre lontane, ma divengono testimoni del vigore di quella stessa terra. E vedo la processione del patrono San Placido dalla ieratica espressione, coi grandi occhi e i colori sgargianti così come quelli dei bimbi che seguono il suo ondeggiare fra i portatori; e posso supporre che in quelle visioni ancora lei intinga i pennelli. 

Lascio ad altri le puntuali critiche intorno alle sue opere ben riproposte in questo catalogo.

Qui sottolineo le due parole in cui Anna si riflette: bellezza e coraggio! Un invito a tutti noi nel non temere i linguaggi che sulla tela si possono sperimentare secondo quel fine che lei stessa ci addita: dare espressione a questa trascendenza o anima della realtà da me vista, sentita, pensata.

“Evocare” dal profondo mare interiore ci fa passeggeri di una zattera che ama sempre solcare il filo infinito dell’orizzonte o, che poi è lo stesso, quello delle nostre palpebre chiuse.

2018 Dott.ssa Daniela Pronesti', critica d'arte e Direttore della Rivista "Toscana Cultura"

Mostra a Palazzo Ghibellino "Dedicato al colore dei Sogni"

 

Quanti conoscono l’opera pittorica di Anna Napoli, troveranno nel ciclo di lavori presentato in occasione della sua personale dal 4 al 16 dicembre al Circolo il Ghibellino di Empoli, una figurazione in gran parte rinnovata, soprattutto per quanto riguarda l’intonazione segnatamente onirica di queste recenti realizzazioni. Basti a confermarlo, anzitutto, il titolo della mostra, più che un titolo una vera e propria dichiarazione d’intenti: Dedicato al colore dei sogni. Una dedica a dir poco impegnativa, specialmente perché lo scenario con cui l’artista si confronta è quello della realtà sognata, e quindi un universo a se stante, con regole proprie e significati nascosti. In questo spazio al di fuori del tempo ogni cosa è possibile, le figure diventano simboli e le forme vanno incontro ad incredibili metamorfosi. I volti, trasformati in maschere, si vestono di un’espressione trasognata, a metà fra lo stupito e l’incredulo, come se fossero protagonisti e insieme spettatori di un mondo magico e pieno d’incanto. Se c’è qualcosa che il sogno ci restituisce nell’interpretazione di Anna Napoli, è la capacità di provare meraviglia, di spalancare occhi e bocca, proprio come avveniva da bambini, di fronte a qualcosa capace di parlare con voce diretta al cuore e alla mente, senza bisogno di altre mediazioni. Una purezza dello sguardo che queste opere esigono per essere “ascoltate”, mentre sussurrano con parole antiche verità sempre attuali, come il mistero dell’amore che lega due anime in un solo destino. Ed eccoli, allora, gli innamorati che si avvicinano l’uno all’altra fino a fondersi in un tutt’uno oppure la giovane donna dalla chioma bruna che attende una promessa d’amore volgendo lo sguardo al futuro; e ancora, lo sposalizio festoso del re e della regina, sovrani di un regno dove vigono le ragioni del sentimento. Un idillio amoroso quasi mai “solitario”, ma che anzi coinvolge e trasforma la realtà intorno, generando un caleidoscopio di forme e figure. Quasi a volerci ricordare che non siamo mai da soli nell’esperienza universale dell’amore, così come da soli non siamo quando immergendoci nel sogno, ritroviamo presenze del nostro passato che credevamo ormai perdute. Ritornando al titolo della mostra verrebbe da dire, quindi, che il colore dei sogni coincide con il senso che ciascuno di noi attribuisce alla vita, al rapporto con gli altri e con se stessi. Colore che, nel caso di Anna Napoli, è profondo, brillante, potente, carico dell’energia riconducibile alle origini siciliane dell’artista. Proprio dal Sud deriva, infatti, questa sua particolare declinazione del sogno come manifestazione di una verità mitica che ci collega alle radici più antiche della nostra cultura. Ecco perché quelle di Anna Napoli possono definirsi “visioni mediterranee”, immagini di un mondo che sopravvive ancora, e ormai forse soltanto, nella dimensione del sogno.

 

 

2018 Dott. Pippo Nobile

Sindaco Comune di Castel di Lucio (Me) .

Introduzione catalogo Mostra Antologica  "I sentimenti dei Nebrodi ed altro"

 

Può succedere che trovandosi all’estero si abbia la gradita sorpresa di imbattersi in un connazionale. Certamente più raro è incrociare una persona che ha avuto i natali nel tuo stesso paese di origine o che lo conosca.

Ogni volta che ciò accade il cuore palpita per la casa lontana, per il luogo dove si è nati e cresciuti, per i tanti ricordi e le tante storie da raccontare.

Sarà capitato a qualcuno di voi, ne sono certo, di trovarsi per caso all’interno di una Galleria d’Arte o in un'altra sala ed imbattersi in un quadro di Anna Napoli. Lei di mostre ne ha fatte tante, in vari posti d’Italia e del mondo; alcune di queste a Firenze, Milano, Bologna, Bruxelles, Colonia, Chicago…… e altrove. Non tutti sanno che la sua storia ha avuto inizio proprio dal nostro piccolo paesello.

Io ho conosciuto l’artista Anna Napoli attraverso il web, il villaggio globale, dove le radici spesso si smarriscono ma dove è più facile ritrovarsi tra persone che vivono in luoghi lontani. Come me, altri hanno fatto questa gradita scoperta ed è così che è nata l’idea condivisa di chiedere alla nostra artista di farci un regalo: portare i suoi quadri in Sicilia, a Castel di Lucio, da dove tutto anche per lei ha avuto inizio.

Non sono un critico d’arte, né un esperto, ma come tanti di voi un semplice osservatore che guardando le pitture di Anna ha rivisto il nostro paesello colorato, vivace e semplice. Le nostre pietre arse del sole, come pure i nostri contadini. E poi il mare e i monti… e le piante secolari… L’arte è usufruibile da tutti attraverso la comprensione della bellezza ed il sentimento del cuore.

Attraverso l’arte Anna ha voluto ridare splendore ai ricordi della sua infanzia e alla sua terra d’origine, sempre nel cuore di ciascuno ma che Anna ha saputo armonicamente rappresentare a beneficio di noi tutti, con un linguaggio universale che anche chi non è nato in questi posti è in grado di apprezzare.

Grazie per aver accettato l’invito. Noi siamo orgogliosi di aver potuto ospitare ed apprezzare le tue opere.

Desideriamo in futuro proseguire in questi incontri estivi con coloro che a vario titolo hanno dato il meglio lontano dal loro paesello, per manifestare la nostra riconoscenza e per investirvi ufficialmente nel ruolo di nostri ambasciatori, cultori esemplari della nostra storia e delle nostre tradizioni.

2018  Prof.ssa Maria Teresa Prestigiacomo, critico d’arte e letterario, docente istruzione superiore, giornalista.

I sentimenti dei Nebrodi ed altro

Memorie ritrovate e mai perdute di Anna Napoli.

 

Molti conoscono  quel geniaccio  di Marcel Proust per la sua opera più importante: 

La recherche du temps perdu; pochi, invece, ricordano il suo settimo ed ultimo volume che è La recherche du temps retrouvè in cui l’autore, allo stesso modo di Anna Napoli, recupera il tempo perduto, passato, ripristinandolo attraverso la memoria, memoria olfattiva, visiva, emozioni e sensazioni, restituendolo attraverso pagine pittoriche che raccontano di una memoria storica di un luogo, di un territorio, di una comunità che la pittrice restituisce, dense di emozioni e con il sentimento pulsante di chi ha un paese da amare, come recita la poesia del noto poeta Nicola Romano, dal titolo: 

"Anch‘io avrei voluto un paese da amare… Cento case a proscenio e la roccia del cuore…"

La pittrice, che ritorna nel suo paese (che appare come una dolce madre che accoglie, protegge e conquista), procede per questa strada di recupero proustiano di memorie, attraverso la magia dei colori, quei colori dell’anima del paese natìo, con i colori della natura,  come quella, ad esempio,  dei cardi che si tingono di rosso pastello,  avviluppati in una dimensione onirica, nella rappresentazione artistica dell’autrice…

I sentimenti dei Nebrodi ed altro: già con il titolo stesso, che introduce al catalogo della Mostra, l’autrice intende partecipare al suo pubblico che umanizzerà paesaggi e cose, attribuirà al paesaggio, alla vegetazione, alle cose, sentimenti e quindi… un cuore. Cuore ed amore ritornano sempre; costituiscono una costante delle opere, un leit motiv, pur nella diversità dei contenuti rappresentati: ritornano nelle rose che l’autrice rappresenta ora attraverso la creazione di un’opera che esalti la sofisticata ed altezzosa, singola rosa, protagonista unica,  sulla carta, ora nella rappresentazione del  gesto di due mani che porgono una rosa, nella Collezione Monamour; il pastello si fa  ora corposo, ora etereo e luminoso, funzionale ogni volta, la coloristica, le nuances cromatiche, al narrato della pittrice. E che dire dei meravigliosi Cardi, citati e dei Calici traboccanti? Appaiono spettacolari rappresentazioni della vegetazione spontanea che, con un gesto d’amore si traduce in composizioni dai colori vivi ed accattivanti; ed è tanto l’amore che nutre Anna Napoli per la sua terra e per la natura che intitola Anatomie celesti la scenografia di un campo di girasoli del 2008, alludendo, con il titolo, ai misteriosi movimenti dei girasoli, diretti verso il Sole, quindi, in atteggiamento mistico e magico, verso il Cielo. Ed ancora, l’amore per la civiltà contadina, omaggio alla fatica del lavoro dei campi, lo ritroviamo nelle opere che rappresentano i vecchi contadini, gravati dal peso dei sacchi…

Certamente, la pittura si evolve e se anche il paese,  come affermava nel suo libro Marguerite Yourcenar, Castel di Lucio a gardé sa fisionomie d‘antan, ha conservato la fisionomia di Anna Napoli, rendendosi custode delle sue  gioie e dei suoi dolori, dei suoi sentimenti di amore e di nostalgia, custode di successi e di piccole sconfitte, di piccole gioie e grande felicità, nonostante tutto questo, Anna Napoli, senza mai tradire i contenuti legati alla sua amata Terra, ha mutato, nel corso degli anni, il suo stile. Esso rivela, oggi, maggiormente, una spiccata personalità artistica, uno stile non riconducibile ad altri pittori contemporanei, strategie narrative e scenario pittorico che si declinano in stilemi inconfondibili in cui, pur nelle atmosfere mediterranee che rivelano i segni del paesaggio del Mare Nostrum (come le pale di fichidindia ed i fichidindia che connotano il bacino del Mediterraneo), le opere appaiono come rappresentazioni sintetiche ma efficaci del paesaggio siciliano, cui la pittrice è intimamente legata. Le composizioni degli ultimi anni diventano ricche di simboli, pur essendo semplici da decodificare, ma sempre solari e rivestite dei colori della nostra Trinacria.    

A questo proposito, ricorderei L’orto del nonno, 2017, in cui uno spaventapasseri domina il centro della  scena, unitamente ad  un altezzoso gallo ed una nobildonna con cappello che rimanda alle antiche atmosfere delle farmes siciliane, in cui  il preziosismo della nobiltà siciliana conviveva con la civiltà contadina, in una sorta di accattivante commistione che ricorda (nonostante la Napoli si affermi con una forte personalità) la pittura intrigante di Possenti, che pur nella semplicità e nella descrizione sintetica, rimanda ad un profondità di intenti e di sentimenti; allo stesso modo di un nota canzone di qualche anno fa, apparentemente semplice: Solo tre parole: Sole, cuore amore… è l’amore che ti vuole: prendere o lasciare.  In conclusione, Anna Napoli, in questa antologica, ha raccolto l’invito d’amore della sua Terra e con altrettanto amore ha risposto con le sue carte pastellate e con le sue tavole che descrivono e raccontano, simbolicamente parlano e comunicano con i colori dell’anima di chi tra le nebbie del Nord, vede, lontano, con occhi di sole, di luce e di colore il suo Paese, quel Castel di Lucio che non ha mai scordato. 

2018 Prof.ssa Maria Teresa Prestigiacomo, critico d’arte e letterario, docente.

IMostra Personale, I sentimenti dei Nebrodi ed altro 

Successo della Mostra d’arte personale di Anna Napoli alla presenza di Antonio Presti e del Sindaco Nobile e dell’amministrazione Comunale. Castel di Lucio. Alla presenza del l’ospite d’onore, il magnate dell’arte e della bellezza Antonio Presti, del Sindaco Giuseppe Nobile, del Presidente Proloco Nino Rinaldi, di Maria Cristina Stimolo, cerimoniera presso la Regione Sicilia, si è svolta l’inaugurazione della mostra d’arte personale di Anna Napoli, una straordinaria pittrice di Castel di Lucio che mai ha abbandonato l’amore e la devozione verso il suo paese natìo. Dopo avere studiato in Gran Bretagna ed in Svizzera, la pittrice, manager e pittrice, vive ed opera, adesso, in Toscana, ma ha accolto con amore l‘invito da parte del suo amato paese per la sua mostra antologica che esprime la sua produzione sino ai giorni nostri. L’antologica si snoda attraverso il fil rouge dei ricordi dell’artista, rende omaggio alla sua infanzia trascorsa in paese, sino all’età di nove anni, rende il giusto tributo alla civiltà contadina, ai vecchi gravati, sulle spalle, del peso della fatica del lavoro nei campi e poi… una produzione nuovissima sulla quale insisterà la produzione dell’artista siciliana: una produzione coloratissima che prende spunto dalla dimensione onirica espressa dal pittore Chagall, prende la sua influenza ma certo con la sua spiccata personalità, dal pittore coloratissimo Possenti e dalla sua gioia di vivere, per esprimere gioie e malinconie e soprattutto esprime in pittura le sue emozioni relative al Cantico dei Cantici, le cui frasi sono apposte sul retro di ogni opera che la pittrice ha rappresentato. Una coloristica intrigante, una dimensione onirica che affascina e conquista. La mostra sta per chiudere i battenti ma è già memoria storica, un capitolo di Storia del ricco paese di Castel di Lucio, reso tempio sacro di bellezza, d’arte e poesia attraverso Il Labirinto di Arianna e non solo, attraverso tutte le opere di Antonio Presti, nel comprensorio ed attraverso l’opera attenta dell’amministrazione comunale colta, che crede nei progetti di elevato valore culturale, di sicura ricaduta economica sul tessuto sociale del territorio. Il catalogo reca la firma della sottoscritta, critico incontrato e richiesto sul web dalla stessa artista siciliana.

 

2018 Dott. Francesco Latteri Scholten, filosofo, giornalista, blogger.

Mostra Personale, I sentimenti dei Nebrodi ed altro 

 

Inaugurazione prestigiosa, alla presenza del mecenate Antonio Presti di “Fiumana d'Arte” e di Maria Teresa Prestigiacomo di “Red Carpet Magazine” oltre al Sindaco Pippo Nobile Avv, e agli amministratori locali, per l'ormai affermata e molto apprezzata in Italia e non solo – pittrice Anna Napoli. Castel di Lucio, paesetto sui Nebrodi di origine normanna, noto anche per la presenza di una delle opere significative della “Fiumana d'Arte”, il “Labirinto di Arianna”, rappresenta invero un “ritorno alle origini” . E' infatti il paese natio e quello dell'infanzia di Anna che lo lascia assai presto seguendo le necessità lavorative dei genitori.

La formazione di Anna Napoli, che ormai da quarantanni risiede in Toscana, terra d'adozione, è da autodidatta. Tuttavia l'infanzia colorata, solare e felice assai spesso è dato rivedere nelle sue bellissime opere, quasi insieme ad una celata nota di nostalgia che tuttavia non prende mai la mano lasciando libero spazio e colore per aprirsi al futuro ed alle realtà del vissuto umano di ogni tempo e luogo. C'è forte la Sicilia ed i Nebrodi ma nei tratti e nei modi, nello stile, c'è anche tutta la vita “oriunda”: “ho lasciato la mia terra nativa all’età di 9 anni. Ho vissuto e studiato lingue straniere in diversi paesi europei, Svizzera, Germania, Inghilterra, Francia. Per passione sono pittrice. Amo l’arte. Viaggio molto in tutto il mondo (…) sono completamente autodidatta. Lavoro in modo formale ed informale. Amo tutti i tipi di medium e ogni mezzo mi permette di esprimermi in un modo diverso. Il mio primo amore sono stati i pastelli, gessetti che trovo eccezionali. Mi hanno permesso di esprimermi in maniera semplice, agile, veloce e molto luminosa, legata più alla natura emotiva del segno piuttosto che alla riproduzione dell’oggetto materiale. Questo è stato il mio primo passo pittorico (…) All’inizio la mia arte è stata ispirata dalla mia regione natale, la Sicilia (il mare, le barche, i colori dell’entroterra, la gente del luogo soprattutto persone anziane). Negli ultimi anni sono stata e sono attualmente coinvolta in un nuovo linguaggio pittorico sia per forma che per contenuti.” Il risultato è notevolissimo: un Fascinans che attrae e cattura, che ci riporta all'innocenza ma vista da una maturità ormai acquisita e che ci apre a cerchi più ampi della Mente, del Vivere, del Bello. Le “Collezioni a pastello” di Anna Napoli sono: « La stagione dei Cardi », « Le ferite del tempo », « Le mie bambole », « Studio di mani con rosa », « Monamour »; ad “Acrilico ed Olio” c'è invece

" Atmosfere Mediterranee ", “Gente dei Nebrodi, gente di Sicilia”, “Il Cantico dei Cantici” e “Soggetti Vari” .

2018 Dott. Paolo Mandarà, giornalista di Buttanissima Sicilia 

Il giornale dell’irriverenza di Giuseppe Sottile. 

Anna, che dà amore e colore ai Nebrodi

 

La Napoli presenta una mostra di 50 dipinti nella sua Castel di Lucio 

Si ritorna sempre dove si è stati bene. Per questo Anna Napoli, dal 14 al 22 agosto, esporrà a Castel di Lucio, in provincia di Messina: la mostra si chiama “I sentimenti dei Nebrodi ed altro” . Andò via piccolissima, ma conserva tuttora alcune immagini scolpite nella memoria: “Ad esempio gli anziani del mio paese, che hanno accompagnato la mia infanzia. Ancora vedo mio nonno, che faceva il contadino, uscire di casa la mattina presto e tornare la sera coi prodotti dell’orto” . A questi personaggi storici e iconografici è dedicata parte della sua collezione, che sarà allestita presso la sala consiliare del Comune, ospite dell’Amministrazione di Castel di Lucio. Cinquanta quadri che segnano la scia di un percorso artistico maturato negli ultimi quindici anni. “La libertà che ti dà l’arte è impagabile – dice la pittrice, che oggi vive e lavora a Montespertoli (Firenze) – Io voglio seguire la mia strada. Parto dalla sicilianità, che è una parte pregnante del mio lavoro, e vorrei rappresentare il concetto di bellezza, sto lavorando al Cantico dei Cantici. Per questa mostra ho scelto i pezzi che mi rappresentano di più e spiegano, da soli, la mia evoluzione” La Sicilia è stata la sua ispirazione nel voltare pagina: “Mi ha dato una forte spinta emotiva e di pensiero ammette la Napoli. Avevo sempre esercitato la pittura, ma una ventina d’anni fa ho sentito la pulsione impellente di iniziare qualcosa di piu’ continuativo che avevo dentro ma non avevo ancora portato fuori di me. Quindi mi sono ispirata a questi luoghi. Soprattutto con la tecnica del pastello su carta, che mi ha permesso di esprimere un segno emotivo e immediato piuttosto che una rappresentazione precisa dell’oggetto. E’ come se guardassi tutto attraverso una lente d’ingrandimento che mette a fuoco i dettagli.

La stagione dei cardi, le ferite del tempo, gli ulivi saraceni: pezzi di storia (anche personale) e di arte che si intrecciano. “Gli ulivi per me sono dei monumenti all’aria aperta, che fanno parte del mio ambiente nativo. Esseri viventi che ricostruisco nella mia pittura e nel mio immaginario. Non mettendomi di fronte ad essi: sono soltanto input che io rielaboro e personalizzo” . Tra i dipinti a cui tiene maggiormente c’è quello che rappresenta le Cupole di Palermo: “Perché è una chiesa che ho visitato tante volte e ritengo l’emblema della sicilianità, che nel tempo ha imparato a confrontarsi con tante civiltà” . Quest’ultimo quadro è il riflesso di una nuova tecnica di pittura, tutta sperimentale e personale, che succede al pastello su carta. 

Ricollegandoci ai Nebrodi, ecco ricomparire i personaggi di paese, che trovano collocazione in tele molto grandi, e tutti gli oggetti che fanno parte della cultura marina del luogo: da un semplice ombrellone alle piante e alle barche. Tutto fa Nebrodi. E poi l’amore, inteso in senso reale e metafisico; il concetto di bellezza, che è centrale nell’esperienza di Anna la quale ha girato il mondo per lavoro, nella sua “prima” vita, e continua a farlo adesso per le sue mostre. Adesso il ritorno a casa più dolce.

 

 

RECENSIONI 2014

 


2014 Dott.ssa Melania Continanza, psicologa, psicoterapeuta.

Sulla collezione: Atmosfere Mediterranee (Ombrelloni)

Pubblicazione

Anna Napoli riflette nella sua pittura l’esperienza del vissuto: la lontananza e la vicinanza, la memoria; i suoi ombrelloni mi attraggono nella dimensione del ricordo sia esso l’estate appena finita o l’estate sbiadita dell’infanzia lontana. La memoria venata da leggera malinconia non è rimpianto e la solitudine degli ombrelloni non è tristezza ma consapevolezza dei confini dell’essere umano. Anna Napoli offre a chi guarda la sua pittura un percorso emotivo che integra e unisce cuore e mente, presente e passato, il bambino dentro di noi con il vissuto dell’adulto, in un’armoniosa sintesi che nutre gli occhi e fa bene all’anima.

 

2014 Dott. Gaetano Lenti, psicoterapeuta, scrittore, pittore.

Sulle collezioni: Atmosfere Mediterranee e Gente dei Nebrodi, gente di Sicilia

Mostra presso Cantine Villa dei Medici a Cerreto Guidi (Firenze)

Questi rossi fuoco in cui riposano e vanno uomini carichi di anni e di esperienza, che creano atmosfere sospese sul mistero dell’esistere; questi azzurri di cieli e di mari così pregni di solitudine dove tracce di vissuto creano malinconie; e poi queste nature morte, lembi di mercato, quali, pesci, peperoni o fichi d’india, registrati nei primi piani, sono i temi che fanno vibrare il pennello della pittrice Anna Napoli. Malinconia e nostalgia d’un mediterraneo colto nella sua anima. Una potente sintesi di realtà assorte a simboli; una bellezza espressa, ma ancora più suggerita quasi struggente perché resa in una sorta di contemplazione. Una pittura che informa d’una realtà e la racconta nelle emozioni che provoca, nelle visioni che suggerisce e fa pensare.

 

 

RECENSIONI 2013

 

2013 Dott.ssa Daniela Pronesti’, critica d’arte.

Mon Amour

Mostra personale presso galleria Atkinson, Chicago, Stati Uniti

La serie Monamour è una dichiarazione d’amore resa per tramite della pittura: amore per la capacità evocativa del colore, l’avvicendarsi ritmico delle forme, le piccole e semplici cose che l’arte trasforma in simboli universali. Niente è più fragile di un bocciolo di rosa il cui stelo si è trasformato in un filo sottile, teso all’inverosimile, come la fune su cui l’acrobata sfida le leggi dell’equilibrio. Eppure, proprio in questa precarietà – sembra dirci l’artista – risiede il mistero della bellezza, che è incanto breve, visione fugace, rose, i cui contorni appaiono incerti, a tratti tremolanti, tanto in natura quanto in ogni manifestazione dell’esistenza. Un significato che le sue opere declinano ora attraverso il rapporto armonico dei colori ora attraverso la potenza espressiva del contrasto, in un’alternanza di segmenti formali e cromatici da cui dipende l’intonazione astratta della composizione. Del paesaggio mediterraneo – presenza cara e ricorrente nel suo repertorio visivo – non resta che l’essenza primaria, fatta di luce e colore, di memorie antiche e suggestioni ineffabili.

Osservando le stesure che colorano la scena, si avverte, infatti, l’eco lontana della natura: un orizzonte marino infuocato dal sole, il chiarore del crepuscolo mattutino, i marroni e gli ocra della terra ammantata dall’autunno: su questi fondali, già di per sé evocativi, si stagliano una o più rose, i cui contorni appaiono incerti, a tratti tremolanti, come se vibrassero in conseguenza della luce che li avvolge. Questo effetto comunica il senso di una fuggevole apparizione, che si offre allo sguardo nell’istante stesso in cui la meraviglia del creato si manifesta. Un istante che l’interpretazione pittorica cattura e conserva, perpetuandolo e rinnovandolo nel tempo. E se il concetto d’amore sottende anche il senso di appartenenza, queste opere sono il risultato della devozione dell’autrice verso ciò a cui sente di appartenere, ovvero un’idea della pittura che si nutre delle profonde emozioni che nascono dalla contemplazione dello spettacolo naturale. Emozioni che permeano l’immagine dipinta, rendendola una vivida testimonianza del continuo fluire della vita nell’arte e dell’arte nella vita.

naturalistico lascia posto ad una pittura di sensazioni, senza tuttavia cancellare l'impronta originaria del paesaggio.

che convivono nella sintesi cromatica dello sfondo, dove lo scenario naturalistico lascia 

 

2013 Anna Napoli, artista, pittrice.

Mostra Personale

Atmosfere Mediterranee, Orme e Visioni presso l'Istituto di Cultura Italiana, di Colonia, Germania

Per natura sono curiosa, la bellezza della natura, la bellezza degli esseri umani, la bellezza delle opere degli esseri umani hanno fin da giovanissima età nutrito il mio cuore, la mia mente ed anche a livello sensoriale il mio fisico. E’ come avere fame, fame insaziabile di bellezza. L’arte mi suscita stupore, meraviglia, amore. L’arte l’ho sempre cercata in ogni dove ed ha esercitato un’attrazione incontenibile ed irresistibile. L’ammirazione e lo studio per i grandi maestri sono sempre stati nutrimento per la mia anima. L’arte come espressione della bellezza è l’arte che m’interessa particolarmente. Non era un cammino consapevole all’inizio, la sentivo in potenza e ad un certo punto non mi è bastato più guardarla e questa potenza si è trasformata in coraggio. I quadri  che sono presenti in questa mostra sono il risultato di un lavoro che ho iniziato ispirandomi alla mia terra d’origine la Sicilia. Ho lasciato la mia terra all’età di 9 anni, sono figlia dell’emigrazione, per essere più vicina ai miei genitori, che avevano già lasciato l’isola quattro anni prima, per trasferirsi in Svizzera e trovare un lavoro e un ambiente economico più sicuro. Questo breve periodo dell’infanzia passato nella mia isola è stato per me fonte d’ispirazione, ricordi, immagini, paesaggi e volti che riaffioravano. Questi quadri non rappresentano la Sicilia, rappresentano la mia Sicilia. La terra della mia infanzia ritrovata da adulta; sintesi di sentimenti di una fenomelogia oggettiva e spirituale, cioè di luoghi, di persone, di natura, ritrovati e trasfigurati da linee e colori. Tramite questi colori ho voluto cogliere l’anima di un contesto oggettivo, delle persone e delle cose che lo abitano. Per dare espressione a questa trascendenza o anima della realtà da me vista, sentita, pensata, elaborata, ho fatto uso di alcuni colori che a mio avviso meglio la rappresentano; colori caldi come giallo e rosso con tutte le sfumature. Il giallo per esprimere la solarità della terra, il rosso per esprimere il carattere forte della gente. Ho usato anche il blu oltremare e il blu di Prussia, colori fortemente evocativi, per esprimere la profondità del mare e l’immensità del cielo. Ringrazio l’Istituto Italiano di Cultura di Colonia per questo invito a esporre le mie opere presso la propria Sede.

RECENSIONI 2012

 

2012 Alessandra Bruscagli, giornalista.

Atmosfere Mediterranee, Gente dei Nebrodi, gente di Sicilia

Mostra personale presso Istituto di Cultura Italiana di Bruxelles

Le caratteristiche, le peculiarità, i profumi, i colori, della terra natale insieme al suono delle parole dialettali, i rumori che accompagnano la semplicità del quotidiano non hanno rappresentato per Anna Napoli un elemento decorativo esteriore, ma hanno costituito, come accade nella maggior parte delle persone, un´intelaiatura, un sostegno, un´armatura mentale e sensoriale dove hanno trovato collocazione tutte le percezioni e le impressioni posteriori. Se poi il paese natale si trova nell´antico paradiso dei cerbiatti sui Monti Nebrodi e se la persona di cui si parla è un´artista sensibile e appassionata come Anna Napoli, è chiaro che il suo immaginario fantastico ha assunto vigorose valenze emotive che si rilevano nell´originalità dei suoi dipinti.

Un´interiorità ricca, legata ai vissuti della prima infanzia nell´ardente Sicilia portano la donna a vivere intime emozioni positive e la pittrice a renderle "vive" nei suoi quadri, una felice elaborazione del passato attraverso un linguaggio espressivo, mai inquietante, mai allusivo, mai pietrificato, mai malinconico. Un linguaggio emozionale che tradisce il suo amore per un espressionismo discreto, sereno, gioioso che si snoda e si evolve in un "gioco" di pennellate dai cromatismi incisivi ed efficaci che riescono ad ammantare le immagini di mistero e di magia, in una realtà sì immaginata, ma alimentata da profonde radici che affondano nella rievocazione di arcane memorie che sanno di luoghi incantati, di atmosfere rarefatte a svelare soffi segreti e lontani, impressi nel fondo di un´anima bambina.

Basterà avviarsi a visitare "Atmosfere Mediterranee" e le opere che la compongono per trovarsi a vivere un´inedita e autentica avventura artistica, immersi in un silenzio vibrante di ricchezza spirituale: guardiamo ad esempio il dipinto intitolato "Case sul mare" e lasciamoci irretire dall´azzurrità delle onde che circondano le abitazioni in un abbraccio totale, esclusivo, un abbraccio che non ci fa capire dove finisce la distesa liquida e iniziano le antiche mura dalle tante finestre dalle quali "escono" le candide tende che sembrano tanti panneggi tra le cui pieghe forse si nasconde la quotidianità della gente che le abita, le fatiche, le gioie, le paure vissute in simbiosi con l´immensità del mare. Proseguiamo il nostro "viaggio" tra i dipinti di Anna Napoli e andiamo ad ammirare "La barca" e "La porta", tutti sanno che una porta chiusa è segno  di distanza, di distacco, ma in questo caso no, guardandola si ha l´impressione che questa chiusura soffusa di colori e di segni sia una porta magica che non ci allontana, tutt´altro, ci invita ad entrare, a scoprire ciò che conserva, che racchiude, forse una principessa, un cavallo magico, uno scrigno prezioso. Ognuno di noi vi troverà qualcosa di diverso ma sicuramente sarà una cosa bella, una storia ricca di fascino e tutti noi vorremmo aprirla piano pano, magari ci aspettiamo uno scricchiolio del legno ma non sinistro anzi invitante perché è questo che la sua autrice ci "promette" con la sua pittura fatta di energia armonica e genuina. E che dire della barca solitaria con un remo ed un panno abbandonati al suo interno. Di solito una barca senza persone, senza uno sfondo paesaggistico, dà l´idea della solitudine, ma questa no, ha un aspetto accogliente, attraente e sembra dire: - Dai sali, il remo c´è, che aspetti? Facciamo una gita su questo mare sfumato di viola e di rosa dove la luce del sole filtra e accarezza -. "La masseria assolata" narra della campagna dove i gialli riportano alla mente il colore delle messi mature e i tetti rosati ci raccontano della speranza innata nei lavoratori della terra nell´attesa della bella stagione, della speranza per un buon raccolto o per la clemenza della tempesta.

E ancora "Cupole rosse a Palermo", scorci di rioni, campanili e paesaggi ci dicono come Anna Napoli non si pone di fronte ad un luogo per ritrarlo, ma entra direttamente nei loro interni, li scava, ne scopre le luci e le ombre e ce li restituisce con spontaneità condividendo con noi stupori e meraviglie e mai si avverte il fluire del tempo, quasi in un´eternità possibile che accarezza l´idea di una esistenza che non si pone confini, di un mondo lontano dalla tristezza, dalla precarietà, fatto di piccole cose, di fantasie, un mondo pulito senza contaminazioni negative o simbolismi inquietanti, senza dubbi angosciosi, forse utopico ma tanto consolatorio che fa bene al cuore.

Ci sarebbe ancora tanto da dire sulle opere esposte in questa personale ma lo spazio è tiranno, ma non possiamo concludere senza porre l´accento sulle figure della gente di Sicilia: "I giocatori di carte al porto", sulle figure anziane di "Nebrodi 1 - 2 - 3" o sulla "Donna con noci", persone abituate ai lavori più umili e faticosi, espletati per anni non con rassegnazione, ma con accettazione forse appresa dal vivere in comunione con la natura, grande maestra troppe volte inascoltata, con quell´accettazione che non annulla i sentimenti, anzi li coltiva e li fa crescere con il calore della lentezza degli sguardi, dei gesti, dei moti dell´anima. In "Ombrelloni rosso e verde", dove l´artista ha delineato le sagome di due eleganti e alti ombrelloni colorati, piantati dritti, vicini, l´uno accanto all'altro, proprio sulla riva quasi a sfidare i venti marini e la violenza delle grandi ondate è facile riconoscere la metafora della vita di coppia, della vita umana, della vita insieme e un suggerimento di come affrontarla: uniti e con coraggio, sfidando le contrarietà.

"Atmosfere Mediterranee" è una mostra significativa che segna una tappa importante nell´iter pittorico di Anna Napoli e nel panorama artistico italiano, ospitata in un luogo prestigioso come l´Istituto di Cultura Italiana di Bruxelles. Una esposizione che propone orme che rimangono, visioni che accompagnano e illuminano una quotidianità non sempre soddisfacente, ma attraverso queste immagini nate dai luoghi dell´anima si può riuscire a trovare la spinta, la voglia di cambiare in meglio il nostro microcosmo e quello di coloro che ci circondano. E come si sa il compito dell´arte è quello di comunicare e il messaggio che riceviamo dalle opere di Anna Napoli è questo: "Guarda al di là delle porte chiuse, delle apparenze ingannevoli, cerca negli spazi velati, e ti verranno incontro immagini insospettate, storie nuove tutte da inventare". O da reinventare e sappiamo bene di quanto la nostra società abbia necessità di ricevere certi stimoli, certi suggerimenti a volte del tutto inconsapevoli ma non per questo meno importanti e necessari.

 

RECENSIONI 2011

 

2011 Alessandra Bruscagli, giornalista.

Atmosfere Mediterranee, Gente dei Nebrodi, gente di Sicilia

Mostra Personale presso Caffè Bar, Sesto Fiorentino, (Firenze)

 

Per capire meglio il linguaggio artistico di Anna Napoli bisogna dire che è nata a Castel di Lucio, antico paese normanno sui Nebrodi, dove ha trascorso la prima infanzia.

E poi gli studi a Firenze, Milano, Zurigo, Inghilterra, per il disegno è stata allieva della scultrice Mary Ann Lucchetti, ma il periodo siciliano le è rimasto nell´anima: i colori cangianti del mare, la natura feconda e rigogliosa, i dettagli architettonici impressi nella memoria del cuore, le atmosfere mediterranee con i loro profumi inconfondibili sono parti integranti del suo animo sensibile e Anna Napoli non poteva non riversare sulle tele tutte quelle sensazioni vissute nel dorato periodo dell´infanzia, emozioni che appartengono alle forti radici che la legano alla sua terra d´origine. Ne sono nate eccezionali opere soffuse di suggestioni evocative frutto di un´accurata quanto peculiare ricerca che l´ha portata a creare fondi caliginosi e affascinanti, aloni sottintesi dai quali pare emergere l´immagine voluta, quasi si trattasse di un velario misterioso che si apre e rivela un mondo magico, fiabesco, quel mondo incantato che si può scoprire solo agli inizi della vita. Prendiamo ad esempio “La porta” che illustra questo articolo: una porta chiusa di solito è un simbolo di distanza, di distacco, ma in questo caso non è così. Guardandola si ha la voglia di aprirla piano piano, magari ci si aspetta anche uno scricchiolio del legno, ma non sinistro, anzi invitante e non vediamo l´ora di intrufolarsi là dentro per scoprire le meraviglie che nasconde. 

2011 Alessandra Bruscaglia, giornalista.

Atmosfere Mediterranee, Gente dei Nebrodi, gente di Sicilia

Mostra personale presso Banca di Cambiano, Montelupo Fiorentino (Firenze)

 

Ottima la scelta delle otto opere di grandi dimensioni che l´autrice propone in questa sua ultima mostra, ottima nel senso che sono tutti dipinti che riescono a "raccontare" al meglio non solo il linguaggio espressivo della Napoli, ma anche il suo "progetto" artistico che sembra "giocare" in tutta libertà in una vera e propria palestra di emozioni che si esprimono magistralmente attraverso una poetica ricca di magia e di mistero. Ne è un esempio lampante il quadro intitolato "Cupole rosse a Palermo" che pare un paesaggio da favola uscito dalla memoria di una "artista-bambina" che ha conservato intatta la capacità dello stupore, della meraviglia. Non è difficile capire quanto grande sia il legame di Anna Napoli con la terra, intesa come terra-madre, ce lo dicono i grandi tronchi feriti dagli anni e dal dolore del vivere, ma anche la vivacità e l´armonia dei fiori che appaiono in "Anatomia celeste", "Essenze arancio" e "Mattino d´estate", dai quali traspare una grande sensibilità interiore e un amore immenso, una scintilla preziosa che riverbera tutte le luci del cuore e i colori che sanno riprodurre il valore incommensurabile degli elementi primordiali che ci appartengono.

RECENSIONI 2010

 

2010 Dott. Gaetano Lenti, psicoterapeuta, scrittore, pittore.

Atmosfere Mediterranee, Gente dei Nebrodi, gente di Sicilia

Mostra personale presso Villa Voegel, patrocinata dal Comune di Firenze, Quartiere 4

 

Può accadere che in un dato momento della propria vita, seppure oberata dal lavoro, dalla famiglia, pur avendo forti relazioni amicali, o presi dalle varie passioni o conseguenti hobbies, che la impegnano la vita, si senta l´esigenza impellente di guardare indietro o meglio di sentirsi irresistibilmente attratti da un proprio passato.

E in quel passato che può essere d´infanzia e di pre-adolescenza si collocano visioni, emozioni, ricordi.

E queste visioni: ricordi, emozioni, orme, tracce ti agiscono dentro e come un´ossessione mantica ti seguono, ti stimolano a nuove avventure dello spirito, sicché diventano fonte d´ispirazione per un nuovo cammino creativo.

E´ quanto è accaduto ad Anna Napoli.

Con malinconia ed inquietudine, e frenesia, la Napoli sente il bisogno di tornare in quella terra d´infanzia, per rivivere e riscoprire ciò che la costituiva allora. Là stavano le sue radici, alle quali avvertiva di appartenere ancora.

Nascono allora nuove visioni, si originano nuovi sogni, animati da una passione e da una esigente emozione creativa.

Da questi cardi, questi olivi saraceni, questi paesaggi, volti, queste case, che assemblano questa mostra.

Tornando indietro, l´artista si trova ad avanzare in quel tempo, a ripercorrere tracce, a identificare segni, a sentirsi lievitata in quella materia che le si trasmette in un nuovo immaginario artistico.

"Il pastello mi ha permesso di dare espressività alla materia rappresentata in un modo agile, veloce, luminoso, fresco, più legato all´emozionalità del segno che alla riproduzione materiale del segno che alla riproduzione materiale dell´oggetto. Questo in un primo momento e soprattutto nei cardi e negli olivi saraceni".

Successivamente l´artista passa all´acrilico, che le dà la possibilità di formulare nuove trasparenze di colore, e maturare la materia oggettuale tramite più strati di pigmento pittorico.

Ciò le consente di raggiungere effetti vibranti, quindi da un segno quasi vaporoso del pastello passa ad un segno incisivo, marcando quasi l´oggetto. Questo operare è suggerito alla Napoli dalla linearità necessitata da quel dato paesaggio o da quell´oggetto, che le si manifesta sì pregno di luce, ma pure solido e potentemente consistente.

In questo itinerario Anna Napoli si riappropria, tramite l´oggetto, dell´anima della sua terra dalla quale si era allontanata dalla prima adolescenza.

Questa riappropriazione avviene in concomitanza con un approdo culturale olistico dei sensi e attraverso stimoli letterari e intellettuali.

Il risultato è che l´imprinting del vissuto pre-adolescenziale si trasforma in un nuovo linguaggio pittorico che tiene conto inevitabilmente delle strutture e sovrastrutture culturali che l´io nel frattempo ha maturato negli anni.

"Comunque - dice la Napoli - nonostante questo bagaglio strutturale e sovrastrutturale acquisito nel tempo, tornando nel luogo della mia infanzia, le emozioni e le impressioni sono state talmente forti da sentirmi ineluttabilmente obbligata ad esprimerle".

 

2010 Dott.ssa Daniela Pronesti’, critica d’arte.

Sulle collezioni: Atmosfere Mediterranee e Gente dei Nebrodi, gente di Sicilia, Orme e Visioni

Mostra personale presso Villa Voegel, patrocinata dal Comune di Firenze, Quartiere 4

 

Nei dipinti di Anna Napoli il mondo è un alfabeto di immagini prime che sgretolano il tempo per rivivere nello spazio pittorico con tutta l´essenzialità della loro bellezza.

I ricordi, che spazzano via la polvere della memoria, non hanno però necessariamente il volto della malinconia o del rimpianto, ma sono un ritaglio di vita che si trascina al fondo di un colore, sono il rovescio dell´onda che fa chiarezza nel passato e mostrano un orizzonte limpido, un panorama finalmente rasserenato.

E´ soprattutto il colore che la Napoli affida tanto la definizione strutturale delle figure quanto, soprattutto, la tessitura luminosa e l´intensità espressiva.

Nei pastelli la tavolozza si arricchisce di toni accesi e vibranti che trasfigurano il tema rappresentato in pura armonia cromatica: fiori di cardo come forme stellari e incastro di linee, alberi d´ulivo come uomini indelebilmente segnati dal passaggio del tempo.

Nella serie degli acrilici dedicati al tema del Mediterraneo la gamma cromatica si schiarisce, e i colori, attenuati per effetto della luce e dell´ombra, definiscono le superfici, stagliano i contorni, accentuano i volumi.

Gli impasti diminuiscono di spessore, le cromie si fondono le une alle altre e la stesura pittorica si fa armoniosa ed intensa.

In questi dipinti gli uomini acquistano la stessa forza morale della roccia, mentre una figura di donna, piegata dal tempo e dalla fatica, sembra indicare a chi guarda quanto importante sia nella vita tenere fede alla propria dignità.

Anche il paesaggio è una presenza intensa, mai scontata e narrativa: gli scorci marini o le cupole rosse di un´antica cattedrale sembrano affiorare dalla tela come destanti da un sogno e restituiti al presente senza disperdere nulla del loro valore affettivo.

Ma lo spazio in cui l´artista li colloca non è reale, misurabile, logico, ma è interiore, illimitato, senza tempo.

Nel ricordo i contorni si sfumano, i dettagli si perdono, le forme si confondono: ciò che resta, veramente, è il fondo delle cose, le ragioni che le hanno ispirate, I momenti della vita a cui sono legati, gli attimi di pura gioia che li hanno accompagnati.

 

2010 Dott.ssa Daniela Pronesti’ e Filippo Lotti, critica d’arte e curatore d’arte.

Atmosfere Mediterranee, Gente dei Nebrodi, gente di Sicilia

Mostra personale presso Villa Voegel, patrocinata dal Comune di Firenze, Quartiere 4

 

Nei dipinti di Anna Napoli le immagini disgiunte da un contesto realistico, non assolvono ad una funzione narrativa, ma, come fotogrammi riemersi dalla memoria del tempo, aprono lo scenario del ricordo con tutto il suo contenuto emotivo. I colori, ora accesi e vibranti, ora sfumati e densi di luce, sono lo strumento di cui l´artista si serve per restituire allo spettatore l´emozione che nasce dalla rievocazione del passato o dall´osservazione della natura. E mentre il ricordo dell´infanzia è legato alla tenerezza dei volti e dei luoghi che hanno accompagnato i suoi giochi di bimba, lo studio della natura accende il suo spirito creativo e lo indirizza verso l´elaborazione di un linguaggio espressionista caratterizzato da una vigorosa e plastica essenzialità. 

 

RECENSIONI 2009

 

2009 Dott. Walter Fabbri, critico d’arte, giornalista.

Le ferite del tempo

 

Le sei opere di Anna Napoli attirano “lo sguardo” e sembrano emettere energia, una bella energia che ti guida nel segno, ora lineare, ora tortuoso, di una evoluzione dell’immagine a pastelli e con colori tenui e decisi.

 

2009 Dott.ssa Valentina Tovaglia, critica d’arte.

Le ferite del tempo

Anna Napoli ci intriga con le opere della serie “Le ferite del tempo” (ulivi saraceni): uno sguardo sul mondo naturale, che si materializza nelle forme tormentate di tronchi di ulivo, realizzati a pastello su carta.

 

RECENSIONI 2008

 

2008 Dott. Gaetano Lenti, psicoterapeuta, scrittore, pittore.

Mostra Personale: La stagione dei Cardi

"Quanto più li guardavo più li dovevo guardare" mi confidava Anna Napoli parlandomi del suo incontro con i cardi di Sicilia, terra della sua infanzia.

C´è un´estate assolata in questi dipinti, e pure un´associazione di climi, di atmosfere dove i colori-cardi spiccano e sfumano.

Sono cose che il sole ardente stempera e liquida nelle densità delle brume.

La bellezza che vorresti trattenere per perpetuarne il godimento, data dalla sua contemplazione, ma che cade nella ineluttabilità del suo non-perdurare, è trasformata dall´artista in un linguaggio pittorico di forti impressioni.

In essi confluiscono altre memorie, sicché si creano nuove ludiche invenzioni. Allora il grigio perlaceo delle nebbie dei Paesi del Nord fanno da fondali a cardi registrati durante quell´itinerario estivo in terre arse.

E su quelle terre assolate di Sicilia, tra filari di olivi - monumenti secolari e solenni e pure umanissimi nella mimetica antropomorfa - Anna Napoli si fa sorprendere con stupore da ciuffi viola, quei tenerissimi viola traboccanti da calici, che nella invenzione artistica acquistano mille altre diversità di forme e di colori.

Di essi ne coglie insieme alla leggerezza, l´impertinenza spinosa delle foglie. Così la realtà diventa strumento d´arte, e non più l´arte strumento della realtà.

In questi dipinti non permane più niente della incertezza della ricerca inevitabile itinerario alla maturazione d´uno stile.

In essi la pittrice sancisce già un proprio stile, le cui caratteristiche stanno nella incisività del tratto e nella gioiosa levità cromatica.

 

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