Antologia

critica

2018

Hanno parlato di Anna Napoli, Dott. Pippo Nobile, Dott.ssa Daniela Pronesti', Dott Federico Napoli, Prof.ssa Maria Teresa Prestigiacomo, Prof. Silvano Salvadori, Dott Francesco Latteri Scholten, Dott Mandarà, Giuseppe Salerno

2018 Dott. Pippo Nobile

Sindaco Comune di Castel di Lucio (Me) .

Introduzione catalogo Mostra Antologica  "I sentimenti dei Nebrodi ed altro"

 

Può succedere che trovandosi all’estero si abbia la gradita sorpresa di imbattersi in un connazionale. Certamente più raro è incrociare una persona che ha avuto i natali nel tuo stesso paese di origine o che lo conosca.

Ogni volta che ciò accade il cuore palpita per la casa lontana, per il luogo dove si è nati e cresciuti, per i tanti ricordi e le tante storie da raccontare.

Sarà capitato a qualcuno di voi, ne sono certo, di trovarsi per caso all’interno di una Galleria d’Arte o in un'altra sala ed imbattersi in un quadro di Anna Napoli. Lei di mostre ne ha fatte tante, in vari posti d’Italia e del mondo; alcune di queste a Firenze, Milano, Bologna, Bruxelles, Colonia, Chicago…… e altrove. Non tutti sanno che la sua storia ha avuto inizio proprio dal nostro piccolo paesello.

Io ho conosciuto l’artista Anna Napoli attraverso il web, il villaggio globale, dove le radici spesso si smarriscono ma dove è più facile ritrovarsi tra persone che vivono in luoghi lontani. Come me, altri hanno fatto questa gradita scoperta ed è così che è nata l’idea condivisa di chiedere alla nostra artista di farci un regalo: portare i suoi quadri in Sicilia, a Castel di Lucio, da dove tutto anche per lei ha avuto inizio.

Non sono un critico d’arte, né un esperto, ma come tanti di voi un semplice osservatore che guardando le pitture di Anna ha rivisto il nostro paesello colorato, vivace e semplice. Le nostre pietre arse del sole, come pure i nostri contadini. E poi il mare e i monti… e le piante secolari… L’arte è usufruibile da tutti attraverso la comprensione della bellezza ed il sentimento del cuore.

Attraverso l’arte Anna ha voluto ridare splendore ai ricordi della sua infanzia e alla sua terra d’origine, sempre nel cuore di ciascuno ma che Anna ha saputo armonicamente rappresentare a beneficio di noi tutti, con un linguaggio universale che anche chi non è nato in questi posti è in grado di apprezzare.

Grazie per aver accettato l’invito. Noi siamo orgogliosi di aver potuto ospitare ed apprezzare le tue opere.

Desideriamo in futuro proseguire in questi incontri estivi con coloro che a vario titolo hanno dato il meglio lontano dal loro paesello, per manifestare la nostra riconoscenza e per investirvi ufficialmente nel ruolo di nostri ambasciatori, cultori esemplari della nostra storia e delle nostre tradizioni.

2018  Prof.ssa Maria Teresa Prestigiacomo, critico d’arte e letterario, docente istruzione superiore, giornalista.

I sentimenti dei Nebrodi ed altro

Memorie ritrovate e mai perdute di Anna Napoli.

 

Molti conoscono  quel geniaccio  di Marcel Proust per la sua opera più importante: 

La recherche du temps perdu; pochi, invece, ricordano il suo settimo ed ultimo volume che è La recherche du temps retrouvè in cui l’autore, allo stesso modo di Anna Napoli, recupera il tempo perduto, passato, ripristinandolo attraverso la memoria, memoria olfattiva, visiva, emozioni e sensazioni, restituendolo attraverso pagine pittoriche che raccontano di una memoria storica di un luogo, di un territorio, di una comunità che la pittrice restituisce, dense di emozioni e con il sentimento pulsante di chi ha un paese da amare, come recita la poesia del noto poeta Nicola Romano, dal titolo: 

"Anch‘io avrei voluto un paese da amare… Cento case a proscenio e la roccia del cuore…"

La pittrice, che ritorna nel suo paese (che appare come una dolce madre che accoglie, protegge e conquista), procede per questa strada di recupero proustiano di memorie, attraverso la magia dei colori, quei colori dell’anima del paese natìo, con i colori della natura,  come quella, ad esempio,  dei cardi che si tingono di rosso pastello,  avviluppati in una dimensione onirica, nella rappresentazione artistica dell’autrice…

I sentimenti dei Nebrodi ed altro: già con il titolo stesso, che introduce al catalogo della Mostra, l’autrice intende partecipare al suo pubblico che umanizzerà paesaggi e cose, attribuirà al paesaggio, alla vegetazione, alle cose, sentimenti e quindi… un cuore. Cuore ed amore ritornano sempre; costituiscono una costante delle opere, un leit motiv, pur nella diversità dei contenuti rappresentati: ritornano nelle rose che l’autrice rappresenta ora attraverso la creazione di un’opera che esalti la sofisticata ed altezzosa, singola rosa, protagonista unica,  sulla carta, ora nella rappresentazione del  gesto di due mani che porgono una rosa, nella Collezione Monamour; il pastello si fa  ora corposo, ora etereo e luminoso, funzionale ogni volta, la coloristica, le nuances cromatiche, al narrato della pittrice. E che dire dei meravigliosi Cardi, citati e dei Calici traboccanti? Appaiono spettacolari rappresentazioni della vegetazione spontanea che, con un gesto d’amore si traduce in composizioni dai colori vivi ed accattivanti; ed è tanto l’amore che nutre Anna Napoli per la sua terra e per la natura che intitola Anatomie celesti la scenografia di un campo di girasoli del 2008, alludendo, con il titolo, ai misteriosi movimenti dei girasoli, diretti verso il Sole, quindi, in atteggiamento mistico e magico, verso il Cielo. Ed ancora, l’amore per la civiltà contadina, omaggio alla fatica del lavoro dei campi, lo ritroviamo nelle opere che rappresentano i vecchi contadini, gravati dal peso dei sacchi…

Certamente, la pittura si evolve e se anche il paese,  come affermava nel suo libro Marguerite Yourcenar, Castel di Lucio a gardé sa fisionomie d‘antan, ha conservato la fisionomia di Anna Napoli, rendendosi custode delle sue  gioie e dei suoi dolori, dei suoi sentimenti di amore e di nostalgia, custode di successi e di piccole sconfitte, di piccole gioie e grande felicità, nonostante tutto questo, Anna Napoli, senza mai tradire i contenuti legati alla sua amata Terra, ha mutato, nel corso degli anni, il suo stile. Esso rivela, oggi, maggiormente, una spiccata personalità artistica, uno stile non riconducibile ad altri pittori contemporanei, strategie narrative e scenario pittorico che si declinano in stilemi inconfondibili in cui, pur nelle atmosfere mediterranee che rivelano i segni del paesaggio del Mare Nostrum (come le pale di fichidindia ed i fichidindia che connotano il bacino del Mediterraneo), le opere appaiono come rappresentazioni sintetiche ma efficaci del paesaggio siciliano, cui la pittrice è intimamente legata. Le composizioni degli ultimi anni diventano ricche di simboli, pur essendo semplici da decodificare, ma sempre solari e rivestite dei colori della nostra Trinacria.    

A questo proposito, ricorderei L’orto del nonno, 2017, in cui uno spaventapasseri domina il centro della  scena, unitamente ad  un altezzoso gallo ed una nobildonna con cappello che rimanda alle antiche atmosfere delle farmes siciliane, in cui  il preziosismo della nobiltà siciliana conviveva con la civiltà contadina, in una sorta di accattivante commistione che ricorda (nonostante la Napoli si affermi con una forte personalità) la pittura intrigante di Possenti, che pur nella semplicità e nella descrizione sintetica, rimanda ad un profondità di intenti e di sentimenti; allo stesso modo di un nota canzone di qualche anno fa, apparentemente semplice: Solo tre parole: Sole, cuore amore… è l’amore che ti vuole: prendere o lasciare.  In conclusione, Anna Napoli, in questa antologica, ha raccolto l’invito d’amore della sua Terra e con altrettanto amore ha risposto con le sue carte pastellate e con le sue tavole che descrivono e raccontano, simbolicamente parlano e comunicano con i colori dell’anima di chi tra le nebbie del Nord, vede, lontano, con occhi di sole, di luce e di colore il suo Paese, quel Castel di Lucio che non ha mai scordato. 

2018 Prof.ssa Maria Teresa Prestigiacomo, critico d’arte e letterario, docente.

I sentimenti dei Nebrodi ed altro 

Successo della Mostra d’arte personale di Anna Napoli alla presenza di Antonio Presti e del Sindaco Nobile e dell’amministrazione Comunale. Castel di Lucio. Alla presenza del l’ospite d’onore, il magnate dell’arte e della bellezza Antonio Presti, del Sindaco Giuseppe Nobile, del Presidente Proloco Nino Rinaldi, di Maria Cristina Stimolo, cerimoniera presso la Regione Sicilia, si è svolta l’inaugurazione della mostra d’arte personale di Anna Napoli, una straordinaria pittrice di Castel di Lucio che mai ha abbandonato l’amore e la devozione verso il suo paese natìo. Dopo avere studiato in Gran Bretagna ed in Svizzera, la pittrice, manager e pittrice, vive ed opera, adesso, in Toscana, ma ha accolto con amore l‘invito da parte del suo amato paese per la sua mostra antologica che esprime la sua produzione sino ai giorni nostri. L’antologica si snoda attraverso il fil rouge dei ricordi dell’artista, rende omaggio alla sua infanzia trascorsa in paese, sino all’età di nove anni, rende il giusto tributo alla civiltà contadina, ai vecchi gravati, sulle spalle, del peso della fatica del lavoro nei campi e poi… una produzione nuovissima sulla quale insisterà la produzione dell’artista siciliana: una produzione coloratissima che prende spunto dalla dimensione onirica espressa dal pittore Chagall, prende la sua influenza ma certo con la sua spiccata personalità, dal pittore coloratissimo Possenti e dalla sua gioia di vivere, per esprimere gioie e malinconie e soprattutto esprime in pittura le sue emozioni relative al Cantico dei Cantici, le cui frasi sono apposte sul retro di ogni opera che la pittrice ha rappresentato. Una coloristica intrigante, una dimensione onirica che affascina e conquista. La mostra sta per chiudere i battenti ma è già memoria storica, un capitolo di Storia del ricco paese di Castel di Lucio, reso tempio sacro di bellezza, d’arte e poesia attraverso Il Labirinto di Arianna e non solo, attraverso tutte le opere di Antonio Presti, nel comprensorio ed attraverso l’opera attenta dell’amministrazione comunale colta, che crede nei progetti di elevato valore culturale, di sicura ricaduta economica sul tessuto sociale del territorio. Il catalogo reca la firma della sottoscritta, critico incontrato e richiesto sul web dalla stessa artista siciliana.

 

2018 Dott. Francesco Latteri Scholten, filosofo, giornalista, blogger.

I sentimenti dei Nebrodi ed altro 

 

Inaugurazione prestigiosa, alla presenza del mecenate Antonio Presti di “Fiumana d'Arte” e di Maria Teresa Prestigiacomo di “Red Carpet Magazine” oltre al Sindaco Pippo Nobile Avv, e agli amministratori locali, per l'ormai affermata e molto apprezzata in Italia e non solo – pittrice Anna Napoli. Castel di Lucio, paesetto sui Nebrodi di origine normanna, noto anche per la presenza di una delle opere significative della “Fiumana d'Arte”, il “Labirinto di Arianna”, rappresenta invero un “ritorno alle origini” . E' infatti il paese natio e quello dell'infanzia di Anna che lo lascia assai presto seguendo le necessità lavorative dei genitori.

La formazione di Anna Napoli, che ormai da quarantanni risiede in Toscana, terra d'adozione, è da autodidatta. Tuttavia l'infanzia colorata, solare e felice assai spesso è dato rivedere nelle sue bellissime opere, quasi insieme ad una celata nota di nostalgia che tuttavia non prende mai la mano lasciando libero spazio e colore per aprirsi al futuro ed alle realtà del vissuto umano di ogni tempo e luogo. C'è forte la Sicilia ed i Nebrodi ma nei tratti e nei modi, nello stile, c'è anche tutta la vita “oriunda”: “ho lasciato la mia terra nativa all’età di 9 anni. Ho vissuto e studiato lingue straniere in diversi paesi europei, Svizzera, Germania, Inghilterra, Francia. Per passione sono pittrice. Amo l’arte. Viaggio molto in tutto il mondo (…) sono completamente autodidatta. Lavoro in modo formale ed informale. Amo tutti i tipi di medium e ogni mezzo mi permette di esprimermi in un modo diverso. Il mio primo amore sono stati i pastelli, gessetti che trovo eccezionali. Mi hanno permesso di esprimermi in maniera semplice, agile, veloce e molto luminosa, legata più alla natura emotiva del segno piuttosto che alla riproduzione dell’oggetto materiale. Questo è stato il mio primo passo pittorico (…) All’inizio la mia arte è stata ispirata dalla mia regione natale, la Sicilia (il mare, le barche, i colori dell’entroterra, la gente del luogo soprattutto persone anziane). Negli ultimi anni sono stata e sono attualmente coinvolta in un nuovo linguaggio pittorico sia per forma che per contenuti.” Il risultato è notevolissimo: un Fascinans che attrae e cattura, che ci riporta all'innocenza ma vista da una maturità ormai acquisita e che ci apre a cerchi più ampi della Mente, del Vivere, del Bello. Le “Collezioni a pastello” di Anna Napoli sono: « La stagione dei Cardi », « Le ferite del tempo », « Le mie bambole », « Studio di mani con rosa », « Monamour »; ad “Acrilico ed Olio” c'è invece

" Atmosfere Mediterranee ", “Gente dei Nebrodi, gente di Sicilia”, “Il Cantico dei Cantici” e “Soggetti Vari” .

2018 Dott. Paolo Mandarà, giornalista di Buttanissima Sicilia 

Il giornale dell’irriverenza di Giuseppe Sottile. 

Anna, che dà amore e colore ai Nebrodi

La Napoli presenta una mostra di piu di 50 dipinti nella sua Castel di Lucio 

Si ritorna sempre dove si è stati bene. Per questo Anna Napoli, dal 14 al 22 agosto, esporrà a Castel di Lucio, in provincia di Messina: la mostra si chiama “I sentimenti dei Nebrodi ed altro” . Andò via piccolissima, ma conserva tuttora alcune immagini scolpite nella memoria: “Ad esempio gli anziani del mio paese, che hanno accompagnato la mia infanzia. Ancora vedo mio nonno, che faceva il contadino, uscire di casa la mattina presto e tornare la sera coi prodotti dell’orto” . A questi personaggi storici e iconografici è dedicata parte della sua collezione, che sarà allestita presso la sala consiliare del Comune, ospite dell’Amministrazione di Castel di Lucio. Cinquanta quadri che segnano la scia di un percorso artistico maturato negli ultimi quindici anni. “La libertà che ti dà l’arte è impagabile – dice la pittrice, che oggi vive e lavora a Montespertoli (Firenze) – Io voglio seguire la mia strada. Parto dalla sicilianità, che è una parte pregnante del mio lavoro, e vorrei rappresentare il concetto di bellezza, sto lavorando al Cantico dei Cantici. Per questa mostra ho scelto i pezzi che mi rappresentano di più e spiegano, da soli, la mia evoluzione” La Sicilia è stata la sua ispirazione nel voltare pagina: “Mi ha dato una forte spinta emotiva e di pensiero ammette la Napoli. Avevo sempre esercitato la pittura, ma una ventina d’anni fa ho sentito la pulsione impellente di iniziare qualcosa di piu’ continuativo che avevo dentro ma non avevo ancora portato fuori di me. Quindi mi sono ispirata a questi luoghi. Soprattutto con la tecnica del pastello su carta, che mi ha permesso di esprimere un segno emotivo e immediato piuttosto che una rappresentazione precisa dell’oggetto. E’ come se guardassi tutto attraverso una lente d’ingrandimento che mette a fuoco i dettagli.

La stagione dei cardi, le ferite del tempo, gli ulivi saraceni: pezzi di storia (anche personale) e di arte che si intrecciano. “Gli ulivi per me sono dei monumenti all’aria aperta, che fanno parte del mio ambiente nativo. Esseri viventi che ricostruisco nella mia pittura e nel mio immaginario. Non mettendomi di fronte ad essi: sono soltanto input che io rielaboro e personalizzo” . Tra i dipinti a cui tiene maggiormente c’è quello che rappresenta le Cupole di Palermo: “Perché è una chiesa che ho visitato tante volte e ritengo l’emblema della sicilianità, che nel tempo ha imparato a confrontarsi con tante civiltà” . Quest’ultimo quadro è il riflesso di una nuova tecnica di pittura, tutta sperimentale e personale, che succede al pastello su carta. 

Ricollegandoci ai Nebrodi, ecco ricomparire i personaggi di paese, che trovano collocazione in tele molto grandi, e tutti gli oggetti che fanno parte della cultura marina del luogo: da un semplice ombrellone alle piante e alle barche. Tutto fa Nebrodi. E poi l’amore, inteso in senso reale e metafisico; il concetto di bellezza, che è centrale nell’esperienza di Anna la quale ha girato il mondo per lavoro, nella sua “prima” vita, e continua a farlo adesso per le sue mostre. Adesso il ritorno a casa più dolce.

2018 Federico Napoli, Storico dell'arte

Il Cantico dei Cantici e Soggetti Vari, Mostra Personale, "Dedicato al colore dei sogni"

 

Figure intere, volti come maschere, occhi spalancati, bocche chiuse: il mondo pittorico di Anna Napoli si concretizza in un linguaggio espressivo personale, palesemente complesso, costruito per mezzo del colore. 

E’ una pittura composta, in quanto costituita da elementi provenienti da situazioni sociali e affettive diverse oltreché trascorse nel tempo, dove l’unità del quadro è data dal particolare uso del colore: tonalità sempre brillanti, ma elaborate con ombre e trasparenze accostate fra loro, in modo da costruire l’immagine sintetica, per altro successivamente frammentata in campiture geometriche. Da questa varietà di origini, riferimenti e implicazioni scaturisce uno stile pittorico che effettua una vera trasformazione visionaria del mondo circostante e dei ricordi, per di più ricco di elementi simbolici: il ricorrente cipresso, l’aggressivo gallo, il costante uccello bianco; il rosso vissuto come passione, il giallo forse sentito come segno di pacatezza. Tutte le connessioni sono possibili, dilatandosi il soggetto sulla superficie pittorica e Tutte le emozioni producono conoscenza, avrebbe aggiunto + Aristotele. 

Ma queste finestre - i quadri, appunto - aperte su di una realtà reinterpretata e filtrata attraverso la sensibilità dell’autrice, sono in effetti un modo di guardare al bagaglio dei ricordi personali, delle radici legate alla nascita e a quelle della nuova realtà abitativa attuale: si congiungono, così, il caldo cromatismo siciliano e la terrosità toscana, l’estroversione propria delle passioni e la riservata compostezza comunicativa. In tal senso, si raffronti il quadro Partenza (2013) con il resto delle opere esposte realizzate negli ultimi quattro anni, quadro volutamente incluso in questa esposizione presso il Circolo Arti Figurative del Palazzo Ghibellino di Empoli. 

Dunque, questa è una mostra fatta di intime personali relazioni, dove la festosità delle composizioni, spesso gruppi di figure, si dipana secondo una cadenzata narrazione: è il caso delle opere provenienti dalla serie “Il Cantico dei Cantici”, gruppo di olii su tela o legno datati 2015-2018, dove palpita ancora una duplice interpretazione, se non fra sacro e profano o fra natura e spirito, certo tra esposizione favolistica e allegorico lirismo cromatico: ad esempio, il passo Il mio diletto è sceso al suo giardino / fra le aiuole del balsamo / a pascersi nei giardini, a cogliere gigli / io sono del mio diletto ed egli è mio / lui che si pasce tra i gigli (Il Cantico dei Cantici, 6,2-3) trova rispondenza nel significativo quadro della pittrice siciliana Il mio amato è mio e io sono sua (2017). 

In parziale conclusione: questa di Anna Napoli è una pittura composita, che trova una sua precisa cadenza narrativa, solo in tal senso popolare, con riferimenti astrattivi e fantastici, dove il disegno è la traccia sicura della composizione, ma quest’ultima ha una sua sinteticità di impostazione illustrativa e grafica, espressione di un sogno visionario.

2018 Prof Silvano Salvadori, Presidente Circolo Arti figurative, Empoli 

Il Cantico dei cantici e Soggetti Vari, Mostra Personale "Dedicato al colore dei sogni"

 

E’ con piacere che ospitiamo questa mostra della socia Anna Napoli, una pittrice che dalla complessa conoscenza del mondo imprenditoriale, che le è propria, sa ritirarsi in una ritrovata magia dell’infanzia dove delinea sicure reminiscenze di favole, con re, regine, pagliacci, quasi jolly di carte da gioco per una partita con la memoria. Favole che però abitano quei luoghi dove un genius loci ancora è tarlo nell’anima di chi li ha conosciuti e vissuti. 

Ho cercato allora Castel di Lucio, suo paese natale, in quella zona dei Nebrodi che conserva semi che hanno antiche virtù, come quell’abies nebrodensis che studiai per il progetto dell’Arboreto dotato di un accrescimento assai veloce, da noi poco sfruttato, ma usato dai canadesi. Così anche quei semi emigrano altrove, dalla terra di Sicilia, come Anna, verso terre lontane, ma divengono testimoni del vigore di quella stessa terra. E vedo la processione del patrono San Placido dalla ieratica espressione, coi grandi occhi e i colori sgargianti così come quelli dei bimbi che seguono il suo ondeggiare fra i portatori; e posso supporre che in quelle visioni ancora lei intinga i pennelli. 

Lascio ad altri le puntuali critiche intorno alle sue opere ben riproposte in questo catalogo.

Qui sottolineo le due parole in cui Anna si riflette: bellezza e coraggio! Un invito a tutti noi nel non temere i linguaggi che sulla tela si possono sperimentare secondo quel fine che lei stessa ci addita: dare espressione a questa trascendenza o anima della realtà da me vista, sentita, pensata.

“Evocare” dal profondo mare interiore ci fa passeggeri di una zattera che ama sempre solcare il filo infinito dell’orizzonte o, che poi è lo stesso, quello delle nostre palpebre chiuse.

2018 Dott.ssa Daniela Pronesti', critica d'arte e Direttore della Rivista "Toscana Cultura"

Mostra a Palazzo Ghibellino "Dedicato al colore dei Sogni"

 

Quanti conoscono l’opera pittorica di Anna Napoli, troveranno nel ciclo di lavori presentato in occasione della sua personale dal 4 al 16 dicembre al Circolo il Ghibellino di Empoli, una figurazione in gran parte rinnovata, soprattutto per quanto riguarda l’intonazione segnatamente onirica di queste recenti realizzazioni. Basti a confermarlo, anzitutto, il titolo della mostra, più che un titolo una vera e propria dichiarazione d’intenti: Dedicato al colore dei sogni. Una dedica a dir poco impegnativa, specialmente perché lo scenario con cui l’artista si confronta è quello della realtà sognata, e quindi un universo a se stante, con regole proprie e significati nascosti. In questo spazio al di fuori del tempo ogni cosa è possibile, le figure diventano simboli e le forme vanno incontro ad incredibili metamorfosi. I volti, trasformati in maschere, si vestono di un’espressione trasognata, a metà fra lo stupito e l’incredulo, come se fossero protagonisti e insieme spettatori di un mondo magico e pieno d’incanto. Se c’è qualcosa che il sogno ci restituisce nell’interpretazione di Anna Napoli, è la capacità di provare meraviglia, di spalancare occhi e bocca, proprio come avveniva da bambini, di fronte a qualcosa capace di parlare con voce diretta al cuore e alla mente, senza bisogno di altre mediazioni. Una purezza dello sguardo che queste opere esigono per essere “ascoltate”, mentre sussurrano con parole antiche verità sempre attuali, come il mistero dell’amore che lega due anime in un solo destino. Ed eccoli, allora, gli innamorati che si avvicinano l’uno all’altra fino a fondersi in un tutt’uno oppure la giovane donna dalla chioma bruna che attende una promessa d’amore volgendo lo sguardo al futuro; e ancora, lo sposalizio festoso del re e della regina, sovrani di un regno dove vigono le ragioni del sentimento. Un idillio amoroso quasi mai “solitario”, ma che anzi coinvolge e trasforma la realtà intorno, generando un caleidoscopio di forme e figure. Quasi a volerci ricordare che non siamo mai da soli nell’esperienza universale dell’amore, così come da soli non siamo quando immergendoci nel sogno, ritroviamo presenze del nostro passato che credevamo ormai perdute. Ritornando al titolo della mostra verrebbe da dire, quindi, che il colore dei sogni coincide con il senso che ciascuno di noi attribuisce alla vita, al rapporto con gli altri e con se stessi. Colore che, nel caso di Anna Napoli, è profondo, brillante, potente, carico dell’energia riconducibile alle origini siciliane dell’artista. Proprio dal Sud deriva, infatti, questa sua particolare declinazione del sogno come manifestazione di una verità mitica che ci collega alle radici più antiche della nostra cultura. Ecco perché quelle di Anna Napoli possono definirsi “visioni mediterranee”, immagini di un mondo che sopravvive ancora, e ormai forse soltanto, nella dimensione del sogno.

seppur conoscitrice dell'arte e della sua storia. 
A mio parere tutto quello che puo` aver saputo attingere e riversare, anche attraverso l'inconscio, nel suo lavoro contribuisce comunque a dare ulteriore valore alla sua opera, originale e personale. 
Anna Napoli ci offre questa bella visione del mondo, illustrato attraverso un'immaginario ricco e colorato, storie e sensazioni che ce lo fanno amare ancora di piu`.

 

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