Antologia

critica

2013

Hanno parlato di Anna Napoli, Dott.ssa Daniela Pronesti', Anna Napoli

2013 Dott.ssa Daniela Pronesti’, critica d’arte.

Mon Amour

La serie Monamour è una dichiarazione d’amore resa per tramite della pittura: amore per la capacità evocativa del colore, l’avvicendarsi ritmico delle forme, le piccole e semplici cose che l’arte trasforma in simboli universali. Niente è più fragile di un bocciolo di rosa il cui stelo si è trasformato in un filo sottile, teso all’inverosimile, come la fune su cui l’acrobata sfida le leggi dell’equilibrio. Eppure, proprio in questa precarietà – sembra dirci l’artista – risiede il mistero della bellezza, che è incanto breve, visione fugace, rose, i cui contorni appaiono incerti, a tratti tremolanti, tanto in natura quanto in ogni manifestazione dell’esistenza. Un significato che le sue opere declinano ora attraverso il rapporto armonico dei colori ora attraverso la potenza espressiva del contrasto, in un’alternanza di segmenti formali e cromatici da cui dipende l’intonazione astratta della composizione. Del paesaggio mediterraneo – presenza cara e ricorrente nel suo repertorio visivo – non resta che l’essenza primaria, fatta di luce e colore, di memorie antiche e suggestioni ineffabili.

Osservando le stesure che colorano la scena, si avverte, infatti, l’eco lontana della natura: un orizzonte marino infuocato dal sole, il chiarore del crepuscolo mattutino, i marroni e gli ocra della terra ammantata dall’autunno: su questi fondali, già di per sé evocativi, si stagliano una o più rose, i cui contorni appaiono incerti, a tratti tremolanti, come se vibrassero in conseguenza della luce che li avvolge. Questo effetto comunica il senso di una fuggevole apparizione, che si offre allo sguardo nell’istante stesso in cui la meraviglia del creato si manifesta. Un istante che l’interpretazione pittorica cattura e conserva, perpetuandolo e rinnovandolo nel tempo. E se il concetto d’amore sottende anche il senso di appartenenza, queste opere sono il risultato della devozione dell’autrice verso ciò a cui sente di appartenere, ovvero un’idea della pittura che si nutre delle profonde emozioni che nascono dalla contemplazione dello spettacolo naturale. Emozioni che permeano l’immagine dipinta, rendendola una vivida testimonianza del continuo fluire della vita nell’arte e dell’arte nella vita.

naturalistico lascia posto ad una pittura di sensazioni, senza tuttavia cancellare l'impronta originaria del paesaggio.

che convivono nella sintesi cromatica dello sfondo, dove lo scenario naturalistico lascia 

 

2013 Anna Napoli, artista, pittrice.

Atmosfere Mediterranee, Orme e Visioni presso l'Istituto di Cultura Italiana, di Colonia, Germania

Per natura sono curiosa, la bellezza della natura, la bellezza degli esseri umani, la bellezza delle opere degli esseri umani hanno fin da giovanissima età nutrito il mio cuore, la mia mente ed anche a livello sensoriale il mio fisico. E’ come avere fame, fame insaziabile di bellezza. L’arte mi suscita stupore, meraviglia, amore. L’arte l’ho sempre cercata in ogni dove ed ha esercitato un’attrazione incontenibile ed irresistibile. L’ammirazione e lo studio per i grandi maestri sono sempre stati nutrimento per la mia anima. L’arte come espressione della bellezza è l’arte che m’interessa particolarmente. Non era un cammino consapevole all’inizio, la sentivo in potenza e ad un certo punto non mi è bastato più guardarla e questa potenza si è trasformata in coraggio. I quadri  che sono presenti in questa mostra sono il risultato di un lavoro che ho iniziato ispirandomi alla mia terra d’origine la Sicilia. Ho lasciato la mia terra all’età di 9 anni, sono figlia dell’emigrazione, per essere più vicina ai miei genitori, che avevano già lasciato l’isola quattro anni prima, per trasferirsi in Svizzera e trovare un lavoro e un ambiente economico più sicuro. Questo breve periodo dell’infanzia passato nella mia isola è stato per me fonte d’ispirazione, ricordi, immagini, paesaggi e volti che riaffioravano. Questi quadri non rappresentano la Sicilia, rappresentano la mia Sicilia. La terra della mia infanzia ritrovata da adulta; sintesi di sentimenti di una fenomelogia oggettiva e spirituale, cioè di luoghi, di persone, di natura, ritrovati e trasfigurati da linee e colori. Tramite questi colori ho voluto cogliere l’anima di un contesto oggettivo, delle persone e delle cose che lo abitano. Per dare espressione a questa trascendenza o anima della realtà da me vista, sentita, pensata, elaborata, ho fatto uso di alcuni colori che a mio avviso meglio la rappresentano; colori caldi come giallo e rosso con tutte le sfumature. Il giallo per esprimere la solarità della terra, il rosso per esprimere il carattere forte della gente. Ho usato anche il blu oltremare e il blu di Prussia, colori fortemente evocativi, per esprimere la profondità del mare e l’immensità del cielo. Ringrazio l’Istituto Italiano di Cultura di Colonia per questo invito a esporre le mie opere presso la propria Sede.

 

 

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