Antologia

critica

2010

Hanno parlato di Anna Napoli,

Dott. Gaetano Lenti,

Dott.ssa Daniela Pronesti'

2010 Dott. Gaetano Lenti, psicoterapeuta, scrittore, pittore.

Atmosfere Mediterranee, Gente dei Nebrodi, gente di Sicilia

Può accadere che in un dato momento della propria vita, seppure oberata dal lavoro, dalla famiglia, pur avendo forti relazioni amicali, o presi dalle varie passioni o conseguenti hobbies, che la impegnano la vita, si senta l´esigenza impellente di guardare indietro o meglio di sentirsi irresistibilmente attratti da un proprio passato.

E in quel passato che può essere d´infanzia e di pre-adolescenza si collocano visioni, emozioni, ricordi.

E queste visioni: ricordi, emozioni, orme, tracce ti agiscono dentro e come un´ossessione mantica ti seguono, ti stimolano a nuove avventure dello spirito, sicché diventano fonte d´ispirazione per un nuovo cammino creativo.

E´ quanto è accaduto ad Anna Napoli.

Con malinconia ed inquietudine, e frenesia, la Napoli sente il bisogno di tornare in quella terra d´infanzia, per rivivere e riscoprire ciò che la costituiva allora. Là stavano le sue radici, alle quali avvertiva di appartenere ancora.

Nascono allora nuove visioni, si originano nuovi sogni, animati da una passione e da una esigente emozione creativa.

Da questi cardi, questi olivi saraceni, questi paesaggi, volti, queste case, che assemblano questa mostra.

Tornando indietro, l´artista si trova ad avanzare in quel tempo, a ripercorrere tracce, a identificare segni, a sentirsi lievitata in quella materia che le si trasmette in un nuovo immaginario artistico.

"Il pastello mi ha permesso di dare espressività alla materia rappresentata in un modo agile, veloce, luminoso, fresco, più legato all´emozionalità del segno che alla riproduzione materiale del segno che alla riproduzione materiale dell´oggetto. Questo in un primo momento e soprattutto nei cardi e negli olivi saraceni".

Successivamente l´artista passa all´acrilico, che le dà la possibilità di formulare nuove trasparenze di colore, e maturare la materia oggettuale tramite più strati di pigmento pittorico.

Ciò le consente di raggiungere effetti vibranti, quindi da un segno quasi vaporoso del pastello passa ad un segno incisivo, marcando quasi l´oggetto. Questo operare è suggerito alla Napoli dalla linearità necessitata da quel dato paesaggio o da quell´oggetto, che le si manifesta sì pregno di luce, ma pure solido e potentemente consistente.

In questo itinerario Anna Napoli si riappropria, tramite l´oggetto, dell´anima della sua terra dalla quale si era allontanata dalla prima adolescenza.

Questa riappropriazione avviene in concomitanza con un approdo culturale olistico dei sensi e attraverso stimoli letterari e intellettuali.

Il risultato è che l´imprinting del vissuto pre-adolescenziale si trasforma in un nuovo linguaggio pittorico che tiene conto inevitabilmente delle strutture e sovrastrutture culturali che l´io nel frattempo ha maturato negli anni.

"Comunque - dice la Napoli - nonostante questo bagaglio strutturale e sovrastrutturale acquisito nel tempo, tornando nel luogo della mia infanzia, le emozioni e le impressioni sono state talmente forti da sentirmi ineluttabilmente obbligata ad esprimerle".

 

2010 Dott.ssa Daniela Pronesti’, critica d’arte.

Sulle collezioni: Atmosfere Mediterranee e Gente dei Nebrodi, gente di Sicilia

Nei dipinti di Anna Napoli il mondo è un alfabeto di immagini prime che sgretolano il tempo per rivivere nello spazio pittorico con tutta l´essenzialità della loro bellezza.

I ricordi, che spazzano via la polvere della memoria, non hanno però necessariamente il volto della malinconia o del rimpianto, ma sono un ritaglio di vita che si trascina al fondo di un colore, sono il rovescio dell´onda che fa chiarezza nel passato e mostrano un orizzonte limpido, un panorama finalmente rasserenato.

E´ soprattutto il colore che la Napoli affida tanto la definizione strutturale delle figure quanto, soprattutto, la tessitura luminosa e l´intensità espressiva.

Nei pastelli la tavolozza si arricchisce di toni accesi e vibranti che trasfigurano il tema rappresentato in pura armonia cromatica: fiori di cardo come forme stellari e incastro di linee, alberi d´ulivo come uomini indelebilmente segnati dal passaggio del tempo.

Nella serie degli acrilici dedicati al tema del Mediterraneo la gamma cromatica si schiarisce, e i colori, attenuati per effetto della luce e dell´ombra, definiscono le superfici, stagliano i contorni, accentuano i volumi.

Gli impasti diminuiscono di spessore, le cromie si fondono le une alle altre e la stesura pittorica si fa armoniosa ed intensa.

In questi dipinti gli uomini acquistano la stessa forza morale della roccia, mentre una figura di donna, piegata dal tempo e dalla fatica, sembra indicare a chi guarda quanto importante sia nella vita tenere fede alla propria dignità.

Anche il paesaggio è una presenza intensa, mai scontata e narrativa: gli scorci marini o le cupole rosse di un´antica cattedrale sembrano affiorare dalla tela come destanti da un sogno e restituiti al presente senza disperdere nulla del loro valore affettivo.

Ma lo spazio in cui l´artista li colloca non è reale, misurabile, logico, ma è interiore, illimitato, senza tempo.

Nel ricordo i contorni si sfumano, i dettagli si perdono, le forme si confondono: ciò che resta, veramente, è il fondo delle cose, le ragioni che le hanno ispirate, I momenti della vita a cui sono legati, gli attimi di pura gioia che li hanno accompagnati.

 

2010 Dott.ssa Daniela Pronesti’ e Filippo Lotti, critica d’arte e curatore d’arte.

Atmosfere Mediterranee, Gente dei Nebrodi, gente di Sicilia

Nei dipinti di Anna Napoli le immagini disgiunte da un contesto realistico, non assolvono ad una funzione narrativa, ma, come fotogrammi riemersi dalla memoria del tempo, aprono lo scenario del ricordo con tutto il suo contenuto emotivo. I colori, ora accesi e vibranti, ora sfumati e densi di luce, sono lo strumento di cui l´artista si serve per restituire allo spettatore l´emozione che nasce dalla rievocazione del passato o dall´osservazione della natura. E mentre il ricordo dell´infanzia è legato alla tenerezza dei volti e dei luoghi che hanno accompagnato i suoi giochi di bimba, lo studio della natura accende il suo spirito creativo e lo indirizza verso l´elaborazione di un linguaggio espressionista caratterizzato da una vigorosa e plastica essenzialità. 

 

 

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